Gioco
Pietrasanta piange Silvano Tartarini, l'artigiano-poeta amico dei grandi delle letteratura
Amico di Cassola e Cancogni, padre dei titolari di Stile Luce Tommaso e Simone
PIETRASANTA. Se ne è andato in silenzio, come nel suo stile, Silvano Tartarini, 77 anni, artigiano, persona rispettata e molto conosciuta per il suo impegno verso gli altri e apprezzato poeta e scrittore. Silvano Tartarini aveva sofferto in passato di alcune patologie che ne avevano compromesso la qualità della vita ma non la vitalità che lo ha sostenuto fino agli ultimi mesi prima del progressivo acuirsi del male che lo ha portato al decesso nella serata di martedì sera all’Unità di terapia intensiva cardiologica del Cnr di Pisa dove era stato ricoverato nella speranza di un intervento disperato che potesse salvarlo dopo un primo ricovero al Versilia in cui le terapie non avevano dato i risultati sperati.
Artigiano in Pietrasanta, poeta e pacifista, così lo ricordano in famiglia: i figli Tommaso e Simone sono molto conosciuti in Versilia per la loro azienda Stile Luce, ma soprattutto nel mondo sportivo e politico, avendo sempre giocato a calcio e il secondo svolto attività politica e amministrativa a livello locale.
Le amicizie con Cassola e Cancogni
Silvano era un poeta sin dall’adolescenza: a diciannove anni la prima opera con importanti riconoscimenti nell’ambiente letterario da parte di alcuni giganti della letteratura come Carlo Cassola e Manlio Cancogni con cui aveva intessuto una relazione culturale che era sfociata in una sincera amicizia personale. A Carlo Cassola aveva dedicato un suo scritto, “La letteratura dell'infinito e il suo sbocco antimilitarista”, un profilo di Cassola a tutto tondo, superando la presunta frattura tra lo scrittore e il politico antimilitarista. Il passaggio dalla realpolitik alla realutopìa viene percorso annodando le scelte politiche del partito del progresso di Cassola con la sua poesia.
Il pacifismo e l'antimilitarismo
Tartarini è stato un poeta nella vita con quella sua capacità di essere semplice e profondo nel suo impegno finalizzato mai a se stesso, ma agli altri, con quella attenzione agli ultimi, ai reietti, quelli che nessuno vuole e di cui lui rispettava cultura e pensiero, facendo uno sforzo perché il noi fosse più largo possibile e gli altri si potessero sentire parte del noi. Nel suo manifesto viene ricordato il suo impegno di militante pacifista, che era più antimilitarismo, un ripudio delle armi e per la logica della violenza per il superamento dei conflitti.
Con Tartarini se ne va una pagina bella della vita culturale della Versilia, a cui lascerà i suoi numerosi scritti: se ne va un padre orgoglioso, un nonno affettuoso, un fratello su cui poter contare, un amico di tanti, ma soprattutto una brava persona che ha fatto della sua vita un manifesto di ciò che pensava, che ha seminato e lasciato molto dietro di sé e per questo mancherà ancora di più.
L'11 luglio alle 17, 30 presso la Piramide vicino all’Ospedale Versilia il saluto pubblico e fino alle 19 la possibilità di portargli l’ultimo saluto. Alla famiglia le condoglianze della redazione del Tirreno.
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