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Muore a 59 anni Giulio Maggi: vinse il titolo di “fotografo dell’anno”


	Giulio Maggi
Giulio Maggi

Pietrasanta: giudice di “Tramonti Italiani”, i suoi scatti premiati in tanti concorsi

09 luglio 2024
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PIETRASANTA. L’ultima foto l’aveva condivisa solamente pochi giorni fa: una tavola spoglia, i resti del mangiare e del bere sparsi, una luce sullo sfondo e un titolo evocativo: “ La festa è finita”. Giulio Maggi, scomparso nella giornata di ieri (lunedì 8) all’età di 59 anni, stava male da tempo.

Ma era un combattente, una persona mite e tenace al tempo stesso, un uomo gentile con uno straordinario talento in dote: sapeva fare foto in modo meraviglioso.

Un fotoamatore che avrebbe potuto benissimo vivere di questa professione, della sua capacità di scattare foto che per colori, scenari, divenire di sequenze suscitavano, in tutti, emozione. E bellezza d’assieme.

Combatteva contro uno di quei mali subdoli e dolorosamente vigliacchi da due anni, Giulio: aveva affrontato un intervento chirurgico, terapie, ricoveri. Momenti difficili, altri di speranza. E quella volontà di non arrendersi, di guardare oltre anche nei giorni più complicati.

«La vita ti è ostile? Allora si lotta per risolvere il problema. Lo farò con tutte le mie forze. E poi voglio tornare a fotografare» scriveva, sui social, qualche settimana fa.

Lavorava nel settore del marmo, Giulio Maggi: una casa a Pietrasanta, l’amore immenso di una famiglia che ha condiviso il percorso di una vita, generoso per felicità e disperazione: la moglie Laura e la figlia Costanza.

Non ci saranno funerali: il rito della benedizione, il saluto di chi gli voleva bene, poi la cremazione.

E un pensiero: niente fiori, ma per chi vorrà contributi alle associazioni che operano nel settore oncologico, nella ricerca scientifica contro le malattie.

Così avrebbe desiderato Giulio Maggi. Che nel suo viaggio nella fotografia aveva ottenuto importanti riconoscimenti in vari concorsi. Anche a livello nazionale.

«Lo avevamo insignito del titolo di fotografo dell’anno nel contesto del concorso Tramonti Italiani. Concorso di cui era anche giudice. Giulio era una persona umile, mai visto una volta alzare la voce, arrabbiarsi. Le sue foto sono poesia. E di quella poesia faremo tesoro. Come della bella persona che è stata» le parole di Daniele Taccola, medico e amico.

Sui social, là dove Giulio Maggi condivideva i suoi scatti, si rincorrano i messaggi, le condoglianze, i ricordi. Giulio che, nella ricerca dei fenomeni naturali fra cielo e mare, insieme ad altri fotoamatori si autodefiniva “cacciatore di fulmini”: scenari che poi riproduceva, con la maestria della sua tecnica, in innumerevoli istantanee. Che oggi come ieri sono impresse in tante bacheche. E che li resteranno a ricordarci quanto la vita sia bella e crudele nel suo divenire. 

L.B.

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