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Viareggio, a 14 anni picchiato con i caschi in Passeggiata: «Mio figlio poteva essere ucciso»
Il racconto del padre del 14enne lucchese aggredito brutalmente in Passeggiata. L’amarezza del ragazzo: «Non ho neanche aperto bocca»
VIAREGGIO. «Potevano ammazzarlo». Il padre del 14enne lucchese ripensa a cosa ha rischiato, per niente, suo figlio nell’aggressione di domenica pomeriggio in Passeggiata. Quando li hanno provocati erano sei contro tre. È bastato che uno dei bersagli degli insulti reagisse, a parole, e il gruppo si è ampliato per numero e violenza. E come un branco punta la preda con una rapidità sostenuta dai rapporti di forza, in pochi secondi i tre ragazzi sono stati circondati da una ventina di coetanei o quasi. Pugni e calci, ma non solo. I caschi come arma sono l’ingrediente in più che dà la misura di quanto sia grave quello che è successo all’altezza dello stabilimento Balena.
Dei tre lucchesi picchiati, uno ha riportato le lesioni più serie. È un 14enne di Lammari che con gli amici di scuola di San Pietro a Vico e Ponte a Moriano domenica era andato al mare con il pullman. «È molto scosso e silenzioso» racconta il padre al Tirreno. «Non gli ho voluto chiedere più di tanto perché non mi sembrava il momento giusto» riprende il papà che domenica pomeriggio è stato chiamato dalla polizia per andare di corsa all’ospedale Versilia. «Suo figlio è stato aggredito, non è grave, ma venga subito» è la telefonata-incubo per un genitore.
«Da quello che mi ha detto mio figlio all’inizio il gruppetto era di sei, sette ragazzi – racconta il padre dello studente picchiato – . Più o meno coetanei, forse qualcuno più grandicello. Non mi ha detto se erano italiani o stranieri. Sono stati avvicinati e subito provocati e offesi. Uno degli amici di mio figlio ha reagito, ma solo verbalmente, e da quel momento in pochi secondi il gruppo si è trasformato in un branco di oltre venti persone».
Il gruppo, secondo quanto riferito dalle forze dell’ordine al genitore, è tenuto d’occhio da tempo per queste scorribande violente ai danni di minori. «Mio figlio senza neanche aprire bocca è stato colpito con i caschi da più ragazzi – continua il papà – . “Sono l’unico che è rimasto zitto e guarda come mi hanno conciato” mi ha detto. Picchiato senza un motivo. Non è solo il trauma fisico che fa male».
All’ospedale Versilia è stato medicato alla testa per la ferita che ha richiesto sei punti di sutura. Poi i segni di cazzotti e graffi su spalle e torace. Sulla schiena, dice il padre, sembra che abbia stampato una catena con gli anelli impressi sul dorso.
«Il referto è di 7 giorni, ma farò vedere mio figlio da altri medici, mi sembrano pochi giorni – conclude il genitore – . Va considerato anche il trauma psicologico. Quello che fa paura di questa storia è che un ragazzo poteva essere ucciso o restare vittima di menomazioni alla testa gravi perché qualcuno, senza un motivo, un giorno ha deciso di picchiarlo».
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