Toscana
Divieto di balneazione a Fiumetto (e stavolta la pioggia non c’entra): ecco i motivi
Terza ordinanza per il mare inquinato a Marina di Pietrasanta negli ultimi tre mesi
PIETRASANTA. Un divieto di balneazione al mese: la media è da record. Ma al netto della facile ironia quello che sta accadendo dalle parti di Fiumetto è, a livello ambientale e di immagine, devastante. L’ordinanza firmata lunedì 17 giugno dal sindaco Alberto Giovannetti, dopo aver preso atto dell’esito dei campionamenti effettuati sabato scorso, 15 giugno, da Arpat proprio a Fiumetto, certifica infatti ancora una volta lo stop, come il 19 aprile e il 14 maggio scorsi, a tuffi e nuotate nello specchio d’acqua che si allunga 20 metri a sud e 20 metri a nord dalla foce.
Il Comune
Per una località che vive di turismo si tratta di un pessimo biglietto da visita anche perché questa volta non si può nemmeno giustificare l’eccesso di escherichia coli e enterococchi intestinali nel mare con le abbondanti precipitazioni dei giorni precedenti. Che non ci sono state. In poche parole la problematica è seria e il passaparola social, con Marina di Pietrasanta catalogata alla voce “mare sporco”, certo non aiuta. «La foce del fosso Fiumetto è zona che non rientra fra quelle assegnatarie della Bandiera Blu 2024. Le analisi hanno restituito valori microbiologici superiori al limite consentito per legge; il sindaco Giovannetti – fanno sapere dal Comune – ha quindi firmato l’ordinanza che vieta temporaneamente la balneazione nel tratto di mare interessato e che sarà valida fino al ripristino delle condizioni di balneabilità, con revoca immediata a seguito di verifica analitica positiva. L’amministrazione comunale, attraverso gli uffici competenti, ha richiesto l’esecuzione delle controanalisi che saranno effettuate nella giornata di oggi».
Controanalisi
Controanalisi che, in caso di esito favorevole, consentirebbero la revoca del divieto già domani o al massimo giovedì. «La situazione legata ai divieti, comincia a farsi preoccupante. Siamo a tre ordinanze fra aprile e giugno: è inaccettabile. Per altro al fosso di Fiumetto, se possibile – le parole di Francesco Verona, presidente del Consorzio Mare Versilia – la questione sembra essere sempre più problematica. Negli ultimi giorni non ci sono state piogge e quindi cosa ha innescato questo divieto? Nel fosso, mi sembra a questo punto evidente, ci finisce qualcosa che poi porta allo sforamento dei parametri di legge. Ci vuole poco a prendersi l’etichetta di quelli con il mare non balneabile: siamo in estate con i cartelli posizionati sulla battigia che vietano i tuffi. Il danno è sotto gli occhi di tutti, in particolare dei turisti. E questo ci amareggia e, lo ripeto, ci preoccupa molto. Vorremmo inoltre capire – prosegue Verona – come vengono eseguiti i campionamenti: la normativa impone che l’acqua di mare per le analisi venga presa a una determinata distanza dalla riva. Sabato scorso, giorno del campionamento, il mare era mosso e non so se e come queste disposizioni sono state rispettate».
Appello dei balneari
Verona, a nome dei balneari, lancia infine un appello a istituzioni e enti: «Serve un incontro a breve alla presenza del Comune, di Gaia e delle autorità preposte – dice – non si può convocarlo a fine stagione, perché la questione deve essere affrontata adesso. Senza più rimandare. Va individuato il problema, cosa finisce nel nostro mare e, possibilmente, intervenire. Con massima urgenza e decisione».
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