Il Tirreno

Versilia

L’evento

A Pietrasanta un concerto in ricordo di Michele Leonardi, il batterista di Zucchero

di Luca Basile
Michele Leonardi
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Michele Leonardi

Le parole di Beppe Martini, chitarrista: «Sarà un tributo al musicista e alla persona»

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PIETRASANTA. Nel nome di Michele Leonardi, del suo talento, della sua straordinaria maestria nel “fare musica”. Michele, eterno batterista nell’immaginario di chi lo ha conosciuto, è morto due anni fa: un male aggressivo e subdolo se lo è portato via, a soli 58 anni, lasciando in scia il ricordo di chi, grazie alle sue bacchette da batterista, ha fatto molto, moltissimo e forse avrebbe fatto ancora di più sul palco se il destino e le convergenze della vita glielo avessero consentito. Ma i familiari e gli amici non dimenticano: a breve organizzeranno un concerto per ricordarlo.
L’evento
«Saremo in molti a partecipare: non sarà un semplice tributo a Michele, in quanto musicista di significativo spessore, ma anche alla sua persona» le parole di Beppe Martini, chitarrista, protagonista, come Leonardi, dei tour con Zucchero a cavallo degli anni ’80. E proprio il palco condiviso con Zucchero davanti, ogni volta, a decina di migliaia di spettatori, è stato il culmine della notorietà internazionale di Michele Leonardi.
Talento
Anche se il suo enorme talento si era già fatto notare anni prima, nei passaparola di paese, nella curiosità di chi intravedeva nell’arte di Leonardi qualcosa di difficilmente riscontrabile nella terra di Versilia. La sua carriera era così decollata proprio durante gli anni Ottanta, assieme a un gruppo di musicisti-amici: oltre a Beppe Martini, Luciano Luisi alla tastiera, Geppi Frattali al basso e poi lui, Michele Leonardi, alla batteria. «Facemmo una serie di concerti alla Capannina del Cinquale, non andarono neppure bene – prosegue Martini – ma capitò Zucchero e ci vide suonare. E alla fine ci disse: siete bravi, venite con me». Gli anni successivi furono all’insegna dei successi e di concerti davanti a folle impressionanti: poi Zucchero prende altre strade e lo stesso farà il gruppo di musicisti-amici. Michele torna a casa, insegna la batteria, si esibisce nei locali e nelle navi da crociera, privilegia la sua anima jazz, si diverte, riempie i vuoti d’intorno mettendo in scena ritmi che lasciano estasiati. Il divenire del tempo è però impietoso: la malattia cambia la vita di Michele, non il suo amore per la musica. Il 12 giugno 2022 muore: un dolore immenso per mamma Rosanna, babbo Valerio, per il fratello Nicola, per il figlio Gabriele – musicista come il padre e il nonno – per la compagna Isabella. Ma il ricordo resta, impossibile da scalfire: il concerto nel suo nome sarà l’occasione per abbracciare di nuovo l’amico e il batterista. Uno straordinario batterista.

 

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