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Versilia, spiagge ancora senza docce: qual è il nodo da sciogliere

di Donatella Francesconi
Versilia, spiagge ancora senza docce: qual è il nodo da sciogliere

I balneari attendono le indicazioni dell’Asl Toscana Nord Ovest: da capire quali caratteristiche minime deve avere l’acqua dei pozzi

07 giugno 2024
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VIAREGGIO. Il caldo inizia a farsi sentire anche con il meteo ancora un po’ incerto, ma chi sceglierà le spiagge della Versilia per il fine settimana dovrà ancora una volta rinunciare alla doccia di acqua dolce dopo il tuffo in mare. «Siamo fermi dove eravamo», è la sintesi della situazione per bocca di Tommaso Magnani, presidente dei balneari viareggini. Nei giorni scorsi, il presidente dell’Ambito turistico Versilia, Bruno Murzi, che è sindaco di Forte dei Marmi, aveva dato notizia dell’accordo trovato con la Regione: ai balneari sarà richiesto di eseguire alcune analisi e sarà necessario che i pozzi utilizzati siano regolarmente censiti. Così facendo si potrà superare l’obbligo di utilizzo dell’acqua potabile anche per docce, lavandini, lavapiedi, come prescritto dalla normativa nazionale entrata in vigore nella primavera 2023.

Le indicazioni

«Siamo in attesa di indicazioni precise dall’Asl», continua Magnani interpellato dal Tirreno, «in merito a quali controlli effettuare sull’acqua dei pozzi. A livello regionale e comunale la questione è già stata risolta in senso favorevole all’uso dell’acqua di pozzo per le docce e i lavapiedi. Tuttavia, trattandosi di questione che attiene alla salute pubblica, l’ente che ha l’ultima parola è l’Azienda sanitaria». Docce ancora chiuse, dunque, anche questo fine settimana, tranne che nei rarissimi stabilimenti balneari che hanno potuto dotare le docce in spiaggia con acqua potabile, sostenendone il maggior costo. «Questa è la nostra indicazione a livello associativo», conferma il presidente dei balneari viareggini: «In teoria, però, le docce si potrebbero anche installare, nell’ambito di un piano di autocontrollo interno allo stabilimento (e quindi assumendosene interamente la responsabilità). Il problema è che un piano di autocontrollo interno deve pur sempre essere motivato (su basi scientifiche) e non può essere troppo generico. Insomma, quali caratteristiche minime deve avere l’acqua? Mica lo possono decidere i balneari».

La mappa

Da Viareggio a Camaiore, Marco Daddio, presidente dei balneari lidesi non ha dubbi: «Al momento le docce rimangono chiuse. Quasi nessuno può dotarle di acqua potabile, almeno di non avere un bypass». Per quanto riguarda il tema – diverso da quello dell’utilizzo dell’acqua potabile – della regolarità delle concessioni dei pozzi, Daddio ricorda: «Tutte le associazioni dei balneari hanno messo a disposizione degli associati un avvocato. Va detto che dopo le verifiche della Guardia di finanza, al momento non sono stati recapitati atti relativi».

A Forte dei Marmi

Martino Barberi è il presidente dei balneari di Forte dei Marmi: «Stiamo aspettando indicazioni dalla Asl. C’è stato un incontro, ma i tempi tecnici degli uffici non li sappiamo». Ai propri clienti i balneari spiegano «che non è una cosa voluta da noi, ma un’esigenza dovuta al cambio di rotta normativo. E i nostri ospiti ci rispondono che non si può sprecare acqua potabile perché, così facendo, l’acqua verrebbe a mancare anche sul territorio». E sulla costa di Marina di Pietrasanta, il presidente Francesco Verona ha consigliato ai propri associati «di aspettare. Tanto fa ancora freddo e non è che si faccia tanto volentieri il bagno, anche se il mare è bellissimo in questi giorni».

La Asl

La Asl Toscana Nord Ovest, interpellata dal Tirreno, ieri ha fatto sapere che c’è un gruppo di lavoro impegnato a stabilire «alcuni parametri non indicati dalla normativa». La prossima settimana dovrebbe essere tutto più chiaro e condiviso. C’è comunque «la piena volontà» di venire incontro alle esigenze dei balneari.

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