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Capannina, Gherardo Guidi: «Le novità di questa estate? Da Parigi». Sulla crisi delle discoteche: «Vi racconto il mio errore più grande»
Parla il patron del locale icona della Versilia
FORTE DEI MARMI. L’estate che verrà, dalle parti della Capannina di Forte dei Marmi, sarà un lungo viaggio alla scoperta delle nuove tendenze musicali in scia a consolidate certezze. Che è poi il mantra di Gherardo Guidi, anima&sostanza della stessa Capannina: non rinunciare mai alla tradizione senza perdere però di vista il coraggio di innovare. «Dopo quasi mezzo secolo di Capannina, li celebreremo con una grande festa nel 2027, affronto ogni nuova stagione con una grande felicità» le parole di Guidi che aggiunge: «Certo non sono tempi semplici e più nel particolare gestire un locale, in periodi come questi, è sinceramente complicato. Perché c’è una gran confusione a giro e allora servono ottimismo, senso della misura, ambienti puliti e ordinati, una grande squadra e tanta fiducia. Personalmente non ho ricette e neppure consigli da dare a chi vorrebbe intraprendere questa professione, così come non esiste una scuola per fare impresa con le discoteche: so però che bisogna avere coraggio, competenza, fiducia e capacità di conoscere gli umori del pubblico e in particolare dei giovani».
E proprio intorno ai giovani, Gherardo Guidi sta pianificando gli eventi dell’estate 2024. «Sono sempre stato abbastanza attento alle mode – sottolinea – a interpretare le esigenze di tutti, a individuare le novità che emergono dal mercato. Anche se a dirla sinceramente io mica volevo intraprendere questo lavoro: preferivo un altro mestiere, quello dell’ingegnere. In fondo Santa Croce sull’Arno con il suo pellame è a due passi da dove sono nato, a Castelfranco di Sotto. Mio padre invece, a Castelfranco, acquistò una discoteca, La Sirenetta, nel 1959. E da lì è partito tutto. E allora cominciai a guardarmi intorno, a cercare di capire cosa volessero vedere e cantare le persone che frequentavano il locale: mi buttai sulle voci di quel periodo, Consolini, Tajoli, Claudio Villa, Nilla Pizzi. Poi, nel breve volgere di pochi anni – prosegue Guidi – la moda e le tendenze imponevano già altro: ricordo Fausto Leali, ad esempio, con il quale riscossi grandissimi successi. Certo quello che mi ritrovai fra le mani, una volta prese le redini della Capannina, fu ben altro: mi proposero Ray Charles e mi dissi, “lo faccio, a costo di andare a fondo, ma lo devo portare in Versilia”. Fu qualcosa di straordinario, che emozione. E dopo il grandissimo Ray Charles, Gloria Gaynor, Grace Jones. E negli anni a seguire i cantautori, riportai Gianni Morandi. Questo per dire che ogni epoca ha i suoi leader musicali e di pensiero: certo da tempo non mi posso più permettere il grandissimo nome, non ho gli spazi adeguati per farlo. Servono grandi platee, così come fa Mimmo D’Alessandro con il Summer Festival: Mimmo è molto capace, molto bravo. Giù il cappello di fronte a uno del suo spessore».
E si torna al punto di partenza, all’estate che verrà. In Capannina. «Avrò come sempre un occhio di riguardo sulle tendenze e le novità provenienti da Parigi: musical, balletti, ma anche i richiami al Moulin Rouge. E poi volti e voci note: nomi? No, è presto. Jerry Calà? Un grande professionista e sarà anche quest’anno con noi. Sono quasi tre decadi che lavoriamo insieme: all’inizio ci credevano in pochi nel suo show e invece ho sempre visto in lui la persona giusta nel posto giusto. Ha un seguito come pochi e una capacità di coinvolgere il pubblico rara a trovarsi» sottolinea Guidi che poi volge per un istante il suo sguardo a un altro locale, di sua proprietà, che ha caratterizzato per anni la Versilia e non solo la Versilia: La Bussola, al momento chiusa. «Se riaprirà nelle prossime settimane? Vediamo. La situazione si sta evolvendo. Altro è meglio non dire in questo momento se non che alla Bussola ci tengo veramente molto».
Nel frattempo, però, sono sempre meno le discoteche e i locali protagonisti della vita notturna versiliese. «Questo mi dispiace – precisa Guidi – siamo rimasti in pochi sul litorale. Come ho detto non sono tempi semplici, si fa presto a sbagliare. E a proposito di sbagli ricordo quello che feci con Mina: avevo la possibilità di ingaggiarla, ma visto che lei firmò un contratto anche con un altro locale, decisi di non portarla da me. Un errore: Mina era e resta la più grande voce che abbiamo avuto nel nostro paese. E comunque vedo che la gente, ancora oggi, continua a seguirmi, a fidarsi della mia proposta in Capannina: poi, come detto, gli errori li facciamo tutti. Ma bisogna sempre ripartire, variare la proposta e privilegiare la qualità. Solo così riesci ad andare avanti oltre 60 anni nel fare questo mestiere. Che è difficile, faticoso, ma che è anche motivo di grandissime soddisfazioni. E che, nonostante i momenti complicati che attraversano ognuno di noi, mi rende felice».
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