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A Viareggio petardi, fuochi e cori contro la polizia: la protesta per i Daspo del Questore – Video

di Donatella Francesconi

	I cartoni bruciati in via del Pastore, l’intervento dei vigili del fuoco e i petardi accesi in piazza Donatori del sangue
I cartoni bruciati in via del Pastore, l’intervento dei vigili del fuoco e i petardi accesi in piazza Donatori del sangue

Decine di ragazzi scatenati dopo i provvedimenti contro quattro di loro. La paura dei residenti: «In piazza Donatori di sangue ormai è impossibile andare, sono loro i padroni»

31 maggio 2024
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VIAREGGIO. La notte del Varignano diventa rossa di fumogeni e mezzi dei vigili del fuoco per spegnere gli incendi ai cassonetti appiccati in via del Pastore. Decine di ragazzi, minorenni o appena maggiorenni, si sono riuniti in piazza Donatori del sangue e poi hanno scorrazzato per tutto il quartiere.

La protesta

I motivi della protesta sono riassunti nei cori da stadio lanciati sotto le finestre delle abitazioni che circondano la piazza: «Nella mia città c’è una malattia che non va più via, è la polizia». Con contorno di insulti. È di questa settimana il provvedimento del Questore di Lucca, Edgardo Giobbi, che ha emesso quattro Dacur (i cosiddetti Daspo urbani, mirati – in questo caso – a impedire la frequentazione dei locali della Darsena) a carico di quattro giovani individuati dalle indagini del Commissariato di Viareggio come i protagonisti, il 25 aprile scorso, dell’aggressione del personale di vigilanza della discoteca Maki Maki, in Darsena a Viareggio.
A fare da contorno agli slogan, anche fumogeni e petardi. Poi la scorribanda, a dare fuoco ai rifiuti dei cassonetti davanti alle attività commerciali di via del Pastore. Con l’intervento dei vigili del fuoco del Distaccamento di Viareggio, con più mezzi. Il tutto immortalato rigorosamente sui social dei protagonisti.

Il racconto
«Erano le 22 circa quando ho sentito un vociare e della musica, molto forti», racconta una donna residente nel quartiere: «All’inizio pensavo che si trattasse di un compleanno, poi ho visto in strada decine di ragazzi». Che gridavano gli slogan contro le forze di polizia. «Hanno rotto», è il commento di un altro residente che sintetizza lo stato d’animo generale di chi vive al Varignano: «Un’altra estate come quella passata, a far casino e bruciare bidoni e altro stavolta non verrà tollerata».
L’appello è alle istituzioni, come racconta ancora la residente che ha affidato la propria testimonianza al Tirreno: «In piazza Donatori di sangue non si può più andare. Il gazebo è rovinato e a volte i ragazzi si portano via il tavolo. Spesso vengono bruciati i contenitori dei rifiuti e in giro vengono lasciate le bottiglie di birra e le confezioni del cibo che i ragazzi vanno a comprare al McDonald's» del vicino Centro commerciale. «Alle 18 c’è il coprifuoco in questa zona», conclude la testimonianza: «Il quartiere avrebbe necessità di una maggiore presenza della polizia municipale».
Anche perché, è il coro dei residenti, i protagonisti dei cori anti polizia sono gli stessi che rendono impossibile viaggiare sui bus urbani che da piazza D’Azeglio portano a Varignano. Bus sui quali i passeggeri disabili o più anziani, ma anche gli stessi autisti, vengono continuamente e pesantemente presi di mira.
 

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