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Lavora in Versilia il dj numero 1 d’Italia, è livornese e ha cominciato a 16 anni: «Musica e consolle le mie compagne di vita»

di Luca Basile
Lavora in Versilia il dj numero 1 d’Italia, è livornese e ha cominciato a 16 anni: «Musica e consolle le mie compagne di vita»

Da otto anni lavora alla Capannina di Forte dei Marmi: «Un riconoscimento che ripaga dei sacrifici»

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FORTE DEI MARMI. Il resident dj numero 1 d’Italia, come “certificato” dai Dance Music Awards andati in scena nelle scorse settimane a Riccione, è un livornese di nascita e di animo, anche se versiliese d’adozione e risponde al nome, d’arte, di Charlie Dee.

Perché versiliese di adozione? Perché da otto anni a questa parte recita da protagonista alla consolle della Capannina di Forte dei Marmi, il locale da ballo più antico del mondo e il più iconico, insieme alla Bussola di Focette, del litorale sospeso fra Forte dei Marmi e Torre del Lago.

«Un riconoscimento, quello dei Dance Music Awards, che per chi fa questo mestiere – le parole di Luca Ciurli, alias Charlie Dee – è importantissimo perché vedi finalmente premiati, da esperti del tuo stesso mondo professionale, anni di duri sacrifici. C’è poi un altro aspetto, nel contesto, che ritengo importante: questo premio arriva infatti in scia alla fiducia delle persone che hanno creduto nel mio lavoro: in questo caso la famiglia Guidi, referente della Capannina e in particolare il suo proprietario, Gherardo Guidi».

Un mestiere, quello del dj, che va ben oltre la notte consumata alla consolle privilegiata della discoteca. «In questo lavoro, ma immagino anche in molti altri, devi saperti mettere in discussione, abbinando esperienza, intuito, comprensione dei gusti del pubblico, aggiornamento. In poche parole non bisogna mai restare fermi, accontentarsi. La Capannina – prosegue Charlie Dee – è un locale storico, dove la tradizione è al centro di ogni progetto. Ma al tempo stesso Gherardo Guidi è riuscito ad armonizzare tradizione e innovazione: è questa la sua forza, la sua priorità. Una modalità di contenuti e idee che ci accomuna e che ci spinge ad andare oltre nel “comprendere” il pubblico».

Anche perché Charlie Dee non vuole portare in dote alla serata una scaletta scontata e “preconfezionata”. «La mia consolle si affaccia sulla pista centrale della Capannina, una bella responsabilità detto per inciso – spiega – dove si propone musica commerciale: in tutti questi anni non ho mai voluto mettere insieme una lista di canzoni uguale alla serata precedente. È una forma di rispetto che devo alla Capannina e, ovviamente, a chi la frequenta. Il pubblico, le persone che ballano, di volta in volta, vanno osservate, capite. Niente deve essere dato per scontato: spaziare quindi dalla musica house alla canzone italiana più famosa cantata ‘ a cappella’ è una modalità di proporsi, a mio avviso, più coinvolgente. Più entusiasmante. E i riscontri lo confermano».

Anche perché per il dj resident numero 1 in Italia, musica e la consolle sono compagni di vita da decenni e la voglia, come evidenzia, è sempre quella del primo giorno. «In effetti è così: faccio questo mestiere – dice – da quando ho sedici anni e fra poco ne avrò cinquanta. L'entusiasmo è quello del ragazzo al suo debutto».

La chiosa è dedicata a Gherardo Guidi, anima della Capannina. «Una persona carismatica e lungimirante. Un precursore, oggi come ieri, un imprenditore studiato e copiato da molti. Un suo complimento, un suo attestato di fiducia, visto quello che ha rappresentato e rappresenta nel settore, vale più di mille attestati fatti da altrettante persone. Non ho problemi a dire – sottolinea – che la Versilia, e in particolare Forte dei Marmi, mi hanno dato in tutti questi anni quello che mai ho avuto, allo stesso modo, dalla mia città, Livorno. E questo mi rende felice e mi motiva a dare sempre di più in un locale unico, quale è La Capannina».




 

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