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Il caso

Viareggio, spedizione punitiva a colpi di casco contro un minorenne: cosa ha scatenato la violenza

di Donatella Francesconi
Viareggio, spedizione punitiva a colpi di casco contro un minorenne: cosa ha scatenato la violenza

È accaduto nella zona del vecchio cavalcavia: le urla, l'inseguimento e l’aggressione

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VIAREGGIO. Ancora una volta i caschi per colpire e fare male, nelle rese dei conti tra giovani e giovanissimi, in una città che ha visto morire a colpi di casco, su un marciapiede, un uomo di soli 33 anni, ormai quasi dieci anni fa. È a colpi di casco che è stato colpita l’auto in cui si è rifugiato, nella zona del vecchio cavalcavia, un minorenne straniero inseguito da un gruppo di giovani, molti dei quali a bordo degli scooter, probabilmente sia italiani che stranieri.

Tutto sarebbe iniziato in piazza della chiesa di Sant’Antonio, dove il minorenne – che viaggiava su un monopattino – sarebbe stato riconosciuto da qualcuno come l’autore di un furto. Non è chiaro se ai danni dei proprietari del monopattino, o se di qualcos’altro.

Al grido di “è lui, è lui” è iniziato l’inseguimento. Al quale avrebbero partecipato anche amici dei derubati, avvisati dagli stessi di quanto stava accadendo.

Il minorenne è scappato e ha pensato di trovare salvezza entrando in un’auto in sosta. Luogo che è diventato, invece, la sua trappola.

Il mezzo, infatti, è stato colpito ripetutamente a colpi di casco (incuranti del fatto che si stava danneggiando l’auto di qualcun altro che non fosse il giovane straniero inseguito). Ed è stato colpito più volte anche il giovanissimo straniero che tentava di trovare una via di fuga.

Un’aggressione che è avvenuta poco dopo pranzo sotto gli occhi di numerosi testimoni. E che ha richiamato sul posto automedica e ambulanza della Misericordia di Viareggio, inviate dalla Centrale operativa 118.

Sul posto sono arrivati anche i carabinieri della Compagnia di Viareggio, che confermano l’aggressione al minorenne straniero, il quale ha riportato qualche lieve lesione.

Al momento dell’arrivo dei carabinieri, il gruppo di aggressori aveva già lasciato la zona, fuggi in sella agli scooter. Ma non mancano i testimoni di quanto accaduto e ci saranno, dunque, elementi per ricostruire nei dettagli quanto accaduto.

Che accende, ancora una volta, il riflettore sul livello di violenza in città se si pensa di dover “pareggiare” i conti da soli. 


 

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