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Versilia

Il racconto

Versilia, quattro giovani risucchiati dal mare: salvati dai bagnini

A destra il bagnino Ruben Ricci
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A destra il bagnino Ruben Ricci

Si erano tuffati malgrado il mare mosso, tragedia sfiorata alla spiaggia libera

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PIETRASANTA. Sono le 12,30 di una giornata di sole e onde, quella di venerdì 17 maggio, quando una comitiva di circa 200 giovani turisti francesi approda dalle parti della spiaggia libera di Motrone. Il tempo di spogliarsi degli indumenti e molti di loro si sono già tuffati in mare, ma quello che è un momento di festa e di risate da lì a poco diventa dramma: tre ragazzi e una ragazza finiscono in una buca, a un centinaio di metri dalla riva. Non riescono a rientrare, sono risucchiati sempre più a largo dalla corrente e inevitabile subentra il panico. Solo il pronto intervento di due bagnini, allertati dagli altri turisti e presenti in quel momento sull’arenile, evita il peggio.

Il racconto

«Possiamo dire che è andata bene, ma questi giovani turisti hanno rischiato veramente molto. Il mare era mosso e già questo imponeva una particolare attenzione. Se poi ci mettiamo la presenza di questa buca, la sorveglianza non ancora obbligatoria e che comunque controllare centinaia di ragazzi e ragazze che si tuffano in mare nello stesso momento, si possono facilmente immaginare i pericoli e come non sia stato semplice intervenire – le parole del presidente del Consorzio Mare Versilia, Francesco Verona – vorrei fare un plauso al bagnino del Bagno King, Ruben Ricci, e a quello del Bagno Eva: si trovavano sull’arenile per mettere a posto gli stabilimenti e fare pulizia, ma appena hanno visto questi ragazzi in difficoltà sono usciti con il patino per raggiungerli a oltre 100 metri dalla riva per poi riportarli in salvo. E non è stato semplice – prosegue Verona – perché fra panico dei ragazzi, buca e mare mosso le condizioni non erano delle migliori».

La criticità

Sullo sfondo emerge però una problematica che rischia, inevitabilmente, di riproporsi. «Alla spiaggia libera, come del resto altrove, durante la settimana non c’è sorveglianza – obbligatoria il sabato e la domenica e garantita invece tutti i giorni a partire dal 15 giugno, ndr – : stavolta i nostri bagnini, casualmente erano a riva. Se non fossero stati lì, cosa sarebbe successo? Gli albergatori che ospitano queste comitive di giovani turisti devono fare informazione sui rischi che si corrono a recarsi in spiaggia quando si è in presenza – la chiosa di Verona – di determinate condizioni climatiche ed evidenziando appunto l’assenza di sorveglianza».

 

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