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Viareggio, l’allarme dal bagno Zara: «Noi ostaggi di quel cantiere». Cosa blocca i lavori

di Roy Lepore
Sandro Pontigia in mezzo al cantiere bloccato davanti al suo stabiimento balneare
Sandro Pontigia in mezzo al cantiere bloccato davanti al suo stabiimento balneare

Il titolare: «Stiamo subendo un danno, a rischio la nostra stagione»

15 maggio 2024
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VIAREGGIO. I lavori bloccati ormai da mesi sulla Terrazza della Repubblica stanno causando non pochi problemi agli stabilimenti balneari della zona, in particolare al bagno Zara, che si trova in mezzo a un cantiere con le entrate inaccessibili ai clienti. Una situazione che con l’avvicinarsi dell’estate si fa di giorno in giorno sempre più difficile da gestire.

«Rischiamo di non aprire lo stabilimento balneare per il prossimo giugno – dice sconsolato il titolare Sandro Pontigia – siamo impotenti di fronte a questa situazione e non sappiamo più cosa fare. In Comune ci avevano assicurato che i lavori sarebbero terminati per tempo, invece è tutto fermo».

A tenere il cantiere bloccato è il contenzioso tra la ditta che avrebbe dovuto svolgere i lavori e l’amministrazione comunale. «Noi ci ritroviamo in mezzo a questa situazione – aggiunge Pontigia – che rischia di metterci in ginocchio. Di solito a questo punto dell’anno avevamo già aperto il ristorante, ma neanche questo ci è possibile fare. Per entrare nel nostro stabilimento balneare dobbiamo chiedere la cortesia a quelli accanto di farci passare. Vi sembra una cosa normale? Per non parlare del fatto che in queste condizioni neppure i mezzi di soccorso potrebbero intervenire in caso di emergenza».

Ovviamente non mancano le conseguenze economiche. «Abbiamo già ricevuto richieste da parte di nostri clienti – sottolinea il titolare del bagno Zara – che vogliono uno sconto per dover convivere con questa situazione. Per poter in qualche modo attrezzare la spiaggia, cosa che non è affatto semplice, visto in che condizioni siamo, abbiamo rischiato anche di farci male, perché per portare dei portaombrelli di cemento che pesano ognuno 35 chili passando sulla pavimentazione tutta sconnessa abbiamo rischiato di tirarceli su un piede. Non si può lavorare in queste condizioni, però sembra che tutto questo non interessi a nessuno. I danni che stiamo subendo sono ogni giorno sempre più in crescita».

Per il bagno Zara è un periodo molto complicato. L’alluvione dello scorso inverno ha provocato danni per circa 80mila euro «che l'assicurazione non ci ha rimborsato – sottolinea Pontigia – come pure non abbiamo ricevuto un euro dei fondi destinati a chi è stato colpito da quella calamità. Abbiamo iniziato la stagione con questa cifra in rosso, se ci aggiungiamo il fatto che non abbiamo potuto aprire il ristorante neppure a Pasqua e soprattutto che a tutt’oggi non sappiamo quando potremo aprire lo stabilimento balneare, si fa presto a quantificare l’entità del danno che stiamo subendo».

Il cantiere si è fermato quando dagli operai della ditta incaricata dei lavori è stato trovato un tubo dell'acquedotto in amianto. «Da lì è iniziato questo calvario che stiamo sopportando impotenti – conclude Pontigia – chiediamo solo che si trovi una soluzione immediata, perché non possiamo rischiare di compromettere la nostra stagione estiva per responsabilità non nostre. Ci sono lavoratori che come noi attendono risposte e che stanno facendo anche loro dei sacrifici per cercare di far fronte a tutto questo. Anche dal Comune attendiamo un segnale, perché l'immagine che viene fornita in piena stagione estiva della nostra città alla clientela che ha scelto l di trascorrere qui le vacanze da noi non è certo delle migliori».

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