Sicurezza
Sta meglio la bimba soffocata, la mamma: «Il peggio è passato»
La piccola di 3 anni resta ricoverata al Meyer, ma è fuori pericolo di vita
PIETRASANTA. «Il peggio è passato, mia figlia è fuori pericolo». Poche parole che risuonano come una liberazione: a pronunciarle la mamma della bambina di tre anni che due sere fa ha rischiato, mentre ingeriva un boccone di cibo, di restare soffocata e che solo grazie al pronto intervento dei tre componenti dell’equipaggio della Croce Verde di Pietrasanta, allertati dalla chiamata del 118, presto potrà tornare nella sua casa, dalle parti del quartiere Africa. Per il momento la piccola resta sotto osservazione, come prassi impone, all’ospedale Meyer di Firenze. «Niente nomi, non è importante – ci dicono i soccorritori – l’importante è che la bambina stia bene. Abbiamo fatto quello che era necessario in quei momenti veramente complicati e drammatici: quando siamo arrivati era in arresto cardiocircolatorio. Abbiamo eseguito le procedure di rianimazione previste: massaggio, ventilazione e l’aspirazione del cibo dall’esofago. Da lì a poco la piccola è tornata cosciente. E una volta stabilizzata la situazione l’elisoccorso Pegaso l’ha trasportata al Meyer di Firenze. Quando l’abbiamo vista andare via, stava già meglio».
Il pensiero va a ritroso a quei momenti concitati e drammatici: un’ordinaria e serena serata in famiglia che evolve nel dramma quando nell’ingerire un boccone, che la va di traverso, la bambina inizia a tossire, ad avere problemi nel respirare, ad agitarsi.
La mamma comprende immediatamente la pericolosità di quello che sta accadendo: comincia a gridare, a chiedere aiuto. Si muovono i vicini dell’abitato del quartiere Africa, mentre arriva a sirene spiegate l’ambulanza della Croce Verde.
I soccorritori non perdono tempo perché tempo non c’è: intervengono nel giardino della casa con la bambina che ha già perso conoscenza. Momenti che sembrano e sono interminabili: poi la piccola torna a respirare. Ad aprire agli occhi. A cercare la mamma e il babbo.
«Poco fa mia figlia mi ha detto che ha sete e fame e che vuole tornare a casa. È stata in terapia sub intensiva e resterà, non so per quanto, sotto osservazione, ma, adesso va meglio. Si, il peggio è veramente passato.
Vorremmo ringraziare – sottolinea la mamma – tutti coloro che ci hanno aiutato in quei momenti dal 118 a chi è intervenuto. E ancora i referenti del Pegaso di Massa, l’ospedale Meyer e l o staff ospedaliero. Grazie di cuore a tutti».
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