Italia
Forte dei Marmi: addio a Sergio Ricci, “il Mister” che amava il calcio più genuino
Aveva giocato nelle giovanili del Venezia, poi una vita nei campi degli amatori
FORTE DEI MARMI. Aveva una passione sconfinata per il pallone, Sergio Ricci, scomparso due notti fa all’età di 93 anni.
Per tutti era “ il Mister”, l’allenatore che ha attraversato generazioni di squadre amatoriali fortemarmine “scortandole”, dalle parti del campo, a suo tempo generoso per storia, battaglie nel fango e grida di gioia e di rabbia, di via Versilia.
E lo ha fatto con il suo carisma e le sue parole intrise di emozione e di sano, quasi adolescenziale e puro entusiasmo.
Perché sempre di calcio "il Mister" capiva eccome: giocatore di talento e corsa nelle giovanili del Venezia ben presto aveva deciso di abbandonare ogni velleità agonistica per sposare l’amore di tutta una vita, la sua Gloria Giannotti e così dedicarsi alla famiglia e al lavoro di capo cantiere particolarmente stimato nell’ambiente dell’edilizia.
Un amore, quello per la moglie, per le figlie Alessandra, Francesca e Rossana, per i nipoti Federica, Andrea e Claudia, per i generi Giuseppe e Luca che Sergio Ricci esprimeva nella vita di ogni giorno con parole e riguardi.
Poi, una volta fuori dalla sua casa dalle parti di Vittoria Apuana, il solito tragitto, chissà quante volte ripetuto negli anni ad andare e venire, verso il vicino impianto da calcio.
Gli allenamenti sotto la pioggia, gli incitamenti, lo sguardo ora attento e ora paterno, le disquisizioni tattiche, gli accenni di arrabbiature che svanivano, nel breve volgere di pochi attimi.
Sempre presente, sempre emozionato come in un eterno e straordinario debutto, sempre ancora con il tè caldo da offrire ai giocatori durante l'intervallo delle partite.
Istantanee indimenticabili, in particolare in scia alla squadra del cuore da lui allenata con ostentato orgoglio : il “ leggendario” CS 80.
E quando gli accadeva, molto raramente ad onor del vero, di perdere le staffe con l'arbitro di turno, era il primo a chiedere scusa, con un lieve cenno della mano.
Impossibile non volere bene a una persona così rispettosa, educata, distante con il suo modo di fare da ogni strategia mentale artefatta: anche nelle scelte di formazione, con quelle panchine lunghe non così semplici da gestire, Mister Ricci era lungimirante. E assolutamente diretto. La conferma della bontà del suo “metodo”? Il fatto che nessuno, o quasi, volesse lasciare le squadre da lui allenate.
Dopo il pallone, l’amore per la montagna e il mare e quel sorriso benevolo nel venire sempre incontro agli altri.
I funerali di Sergio Ricci sono fissati per questo pomeriggio, alle 14.30, nella chiesa di San Francesco di Vittoria Apuana: per un ultimo abbraccio al “Mister” che accomunerà, ancora una volta, tanti dei “suoi ragazzi”.
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