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Bagni all’asta, Riccardo Zucconi: ««La partita si gioca tutta sui possibili indennizzi»

di Donatella Francesconi
Bagni all’asta, Riccardo Zucconi: ««La partita si gioca tutta sui possibili indennizzi»

Il parlamentare viareggino (FdI): «Per i balneari oggi la strada è strettissima, c’è ancora un modo per rimediare»

23 aprile 2024
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VIAREGGIO. Rispetto all’azione intrapresa dalla Autorità garante della concorrenza nel marzo scorso «i Comuni sono già in mora», sottolinea Riccardo Zucconi, parlamentare viareggino di Fratelli d’Italia. Da sempre in prima fila nella battaglia dei balneari, Zucconi oggi dichiara: «C’è ancora un modo, secondo me, per rimediare. Presenterò in commissione finanza alla Camera, su questa convinzione, un progetto di legge in materia di indennizzi».

Per il resto, ammette il parlamentare, «oggi la strada è strettissima». Il confronto con l’Europa sulla mappatura della risorsa-spiaggia fatta dal Governo per dimostrare la non scarsità di arenili lungo lo Stivale è nelle mani dei ministeri delle infrastrutture e delle politiche europee: «A mio avviso», prosegue Zucconi interpellato dal Tirreno, «a fronte del parere motivato della Commissione europea sarebbe stato necessario prendere un altro anno di tempo». Per arrivare a una mappatura «non solo quantitativa ma qualitativa». Anche se il presidente del consiglio, Giorgia Meloni, in un recente incontro con i ministri e alcuni deputati avrebbe avanzato l’ipotesi di lavoro di una mappatura congiunta con Bruxelles, come anticipato dal Messaggero. Bruxelles dove è ancora attivo il tavolo tecnico che, però – proprio a ridosso delle elezioni europee – potrebbe togliere il freno a mano alla procedura di infrazione nei confronti dell’Italia. Con effetti significativi sul voto italiano per il rinnovo del Parlamento europeo.

Un quadro in cui a dovere fare i conti con la “patata” bollente sono rimasti, nel concreto, i Comuni italiani. Ai quali l’Autorità garante della concorrenza ha contestato l’allungamento dei tempi per le gare, portati fino a dicembre 2024 in base alla cosiddetta “legge Draghi”. A detta della stessa Autorità, che ha anche potere sanzionatorio, i Comuni costieri italiani «piuttosto che ricorrere alla proroga delle concessioni, avrebbero dovuto procedere – in attuazione dei principi concorrenziali (direttiva Bolkestein, ndr) – alla disapplicazione della normativa nazionale in contrasto con il diritto unionale e all’indizione di procedure di gara finalizzate a nuovi affidamenti delle concessioni venute a scadenza».

Gare alle quale sta lavorando il Comune di Camaiore, come spiega al Tirreno il sindaco Marcello Pierucci: «Intanto, confidiamo negli atti formali degli stabilimenti balneari». Ovvero, quei provvedimenti di rinnovo delle concessioni che i Comuni possono rilasciare – e stanno rilasciando ormai da tempo – in base al Codice della navigazione parametrando la durata della nuova concessione da rilasciare al piano di investimenti che i singoli concessionari presentano nel chiedere il rinnovo.

«A Camaiore abbiamo 87 atti formali già conclusi e 6 in istruttoria», sono i dati forniti da Pierucci. Questo significa che le gare «riguarderanno una manciata residua di stabilimenti per i quali il Comune farà apposita delibera. Si tratta di 7-8 bagni, sempre che tutte le istruttorie per gli atti formali richieste vadano a buon fine».

Entro giugno, conclude il sindaco di Camaiore, «iniziamo a lavorarci per arrivare a fine anno ed essere a posto. Abbiamo anche dato un incarico a un legale che ci supporterà nell’operazione».

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