Toscana
A Lido di Camaiore trenta bagni aperti a Pasqua. Favilla: «Anche con i ristoranti»
A differenza di Viareggio, il Comune di Camaiore non minaccia sanzioni
LIDO DI CAMAIORE. A differenza di quanto succede a Viareggio (dove resteranno quasi tutti chiusi perché non possono tenere aperti bar e ristoranti), a Lido di Camaiore non saranno pochi, una trentina, gli stabilimenti balneari che apriranno in vista delle vacanze di Pasqua. «Esiste una norma regionale – spiega l’assessore Favilla – che consente di stare aperti per 180 giorni con i servizi accessori». Dunque anche con ristoranti e bar.
«In vista di queste festività dovrebbero essere aperti una trentina di stabilimenti balneari – annuncia il presidente dei balneari di Lido Marco Daddio – è normale che non siano tutti aperti visto il periodo in cui cade quest’anno la Pasqua. Vedremo ovviamente come saranno le previsioni. Se il meteo terrà già per questa domenica delle Palme ci sarà movimento di persone. Cerchiamo di prepararci per dare un’immagine di accoglienza pronta per l’estate».
Al momento si preannuncia una buona presenza turistica anche se non è ancora al massimo. Un po’ appunto per le incertezze legate al tempo, un po’ anche per le nuove modalità con cui la gente ha preso a spostarsi. «Si sta andando sempre più verso la prenotazione dell’ultimo minuto – spiega ancora Daddio – un cambiamento generale del turismo, e questo è dovuto a tanti fattori, a partire dal portafogli sempre più stretto a disposizione delle famiglie».
Come detto, l’avvicinamento della Pasqua e della stagione 2024 si porta dietro non solo aspettative ma anche preoccupazioni legate alla questione Bolkestein. Da Roma non arrivano novità e senza un intervento risolutivo, il 1° gennaio 2025 è prevista la partenza delle aste. Praticamente tra nove mesi.
«Il sentimento che prevale in questo momento tra i balneari – prosegue Daddio – è un misto di rabbia perché non arrivano le risposte e la fiducia per un governo che ci ha promesso un intervento di salvaguardia. Stiamo lavorando nell’incertezza più totale. La nostra è una categoria che deve programmare un lavoro senza sapere se domani ci sarà ancora. Questo momento di stand-by già aveva bloccato gli investimenti. Io dico sempre che la Bolkestein trascinata in questa maniera ci ha fatto perdere competitività perché sono mancati gli investimenti. Non è una cosa da poco, ora ci aspettiamo una risposta forte dal governo che sarebbe determinante. Una risposta che deve arrivare più velocemente possibile – conclude Daddio – servono un chiarimento e una regolarizzazione della situazione, almeno in attesa di capire quali sono le condizioni che il governo proporrà. Da Roma si erano proposti di salvaguardare le imprese che hanno storicità e che hanno identità, e da questo punto di vista le aspettative nella categoria sono alte. Deve essere portata una norma chiara, precisa, che dia certezze alle aziende che stanno lavorando e dovranno affrontare una nuova estate. Dobbiamo accogliere i turisti con il sorriso e in questo momento c’è poco da sorridere».
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