Toscana
Viareggio, banditi sventrano la cassaforte nella casa di un noto architetto. Un colpo anche affettivo
I ladri hanno agito indisturbati mentre la vittima era a cena fuori con la compagna: è successo nella centralissima piazza Mazzini. «Portati via molti gioielli di mia madre, morta pochi giorni fa»
VIAREGGIO. Un colpo mirato. Messo a segno da professionisti che con ogni probabilità hanno studiato ogni dettaglio a tavolino: dal momento in cui entrare in azione alle modalità con cui muoversi. E che ha fruttato ai banditi un bottino fatto di gioielli e preziosi di svariate decine di migliaia di euro. Vittima del furto, messo a segno venerdì sera nel loro appartamento che si affaccia sulla centralissima piazza Mazzini, l’architetto Bruno Ulisse Viviani e la compagna Maria Cristina Ercini.
La coppia, conosciutissima in città anche per i ruoli pubblici ricoperti dall’architetto Viviani all’interno di associazioni e istituzioni, venerdì sera aveva fissato di andare a cena in un ristorante della Darsena con l’avvocato Fabrizio Miracolo e la moglie Paola Gifuni. Per i due, fra l’altro, era la prima uscita serale dopo il recente lutto che ha colpito Viviani. Così, intorno alle 20, la coppia è uscita di casa ed è salita in macchina per andare nel locale in Darsena. Qualcuno, però, doveva tenerli d’occhio. E, probabilmente, studiarne le mosse. Fatto sta che, poco dopo essere usciti di casa, i malviventi sono entrati in azione. «Probabilmente ci hanno seguiti fino al ristorante – provano a ricostruire i due, ancora scossi per l’accaduto – e, quando hanno capito che saremmo rimasti a cena fuori e dunque che avevano tempo a disposizione, si sono mossi con tutta calma».
Certi di poter agire quasi indisturbati, i ladri – almeno due persone – hanno forzato il portone d’ingresso della palazzina e sono saliti fino al piano dove abita l’architetto Viviani. A quel punto sono riusciti ad aprire anche la porta d’ingresso dell’appartamento. E, una volta all’interno, sono andati a caccia di preziosi e oggetti di valore da portar via. Hanno così letteralmente messo a soqquadro le stanze degli armadi, ma soprattutto – armati di fiamma ossidrica e frullino – hanno forzato la cassaforte a muro che era stata ricavata in una delle stanze. Una volta aperta, si sono impossessati di tutto ciò che si trovava al suo interno. «Fra l’altro – racconta amareggiato Bruno Ulisse Viviani – hanno trovato anche molti gioielli di mia madre che avevo ricevuto poco prima della sua morte, avvenuta proprio pochi giorni fa. Un dolore a livello affettivo, oltre che un danno economico importante».
Conclusa la cena con i coniugi Miracolo, Bruno Ulisse Viviani e Maria Cristina Ercini sono rientrati a casa intorno alle 22,15. E, quando hanno aperto la porta dell’appartamento, hanno subito notato che qualcosa non andava perché sul pavimento hanno trovato abbandonato un cassetto di un mobile. Che erano stati visitati dai ladri lo hanno però avuto ben chiaro quando hanno visto sottosopra la cabina armadi e la camera da letto, oltre naturalmente alla cassaforte sventrata. «Quando ho capito che cosa era successo – aggiunge l’architetto Viviani – ho subito temuto per il marito di mia madre, che abita nell’appartamento sopra il nostro. Ma per fortuna quando siamo andati a suonare al campanello lo abbiamo trovato in casa che non si era accorto assolutamente di nulla».
La coppia ringrazia poi i carabinieri. «Quando li abbiamo chiamati, sono venuti nel giro di dieci minuti. Sappiamo che si sono messi subito al lavoro per trovare indizi che possano aiutare ad identificare gli autori del colpo. E sono tornati anche la mattina seguente per farci ulteriori domande utili alle indagini».
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