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Versilia, bambina morta in piscina: sparite le immagini riprese dalle videocamere
Il 25 marzo il processo entrerà nel vivo: saranno sentiti gli imputati
MARINA DI PIETRASANTA. Il 25 marzo entrerà nel vivo il processo per la morte della piccola Sofia Bernkopf, la dodicenne di Parma deceduta il 17 luglio 2019 nella piscina del bagno Texas di Marina di Pietrasanta. Per quella data il giudice monocratico Gianluca Massaro ha fissato l’inizio dell’esame dei sette imputati nel procedimento penale che le vede alla sbarra, a vario titolo, per il decesso della piccina. Si tratta di Simonetta ed Elisabetta Cafissi di Prato, rispettivamente di 66 e 70 anni, con ruoli di gestione diretta del “Texas” assistite dal professor Tullio Padovani del foro di Pisa, i loro coniugi, rispettivamente Giampiero Livi, 67 anni, e Mauro Assuero Marchi, di 74 anni, difesi da Alberto Rocca e Filippo Bellagamba, Thomas Bianchi ed Emanuele Fulceri, i bagnini del Texas, di 24 e 50 anni, il primo di Pietrasanta e il secondo di Viareggio sostenuti in giudizio dal professor Enrico Marzaduri e dall’avvocato Cristiano Baroni ed Enrico Lenzi, 62 anni, nato a Pescia e residente a Massa e Cozzile fornitore e installatore della piscina idromassaggio dello stabilimento di Marina di Pietrasanta.
Nell’udienza di ieri pomeriggio, tra gli altri, ha deposto Maurizio Berti, il consulente tecnico informativo del sostituto procuratore Salvatore Giannino, che si è occupato di effettuare la copia forense della telecamera dell’impianto di videosorveglianza all’interno della struttura ricettiva. Stando al tecnico di fiducia del pm le videocamere sarebbero state posizionate alla reception in una posizione distante per avere una visuale completa della piscina. Tra l’altro, e gli atti sono stati trasmessi alla procura di competenza, il consulente ha sottolineato come sia sparita la registrazione dei momenti in cui la bimba è finita sott’acqua. «Senza questo disservizio oggi forse potevamo avere qualche elemento maggiore che poteva aiutarci nella ricostruzione dettagliata del tragico evento».
Dopo il consulente tecnico del pm sono stati sentiti due dipendenti dell’azienda che si occupava del trattamento dell’acqua nella piscina.
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