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Carnevale di Viareggio, per Allegrucci trionfo senza rivali: sul podio in 24 schede su 30

di Simone Pierotti
Carnevale di Viareggio, per Allegrucci trionfo senza rivali: sul podio in 24 schede su 30

Fra i Breschi e i Cinquini soltanto un punto di differenza

27 febbraio 2024
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VIAREGGIO. Chi pensava che la vittoria nei carri di prima categoria sarebbe stata decisa per una manciata di voti, complice la presenza di numerose costruzioni che avevano i titoli per vincere, si sbagliava di grosso. O meglio: sia nell’assegnazione del secondo posto che in quella del quarto lo scarto è stato davvero minimo. Ma il trionfo, il terzo consecutivo, di Jacopo Allegrucci non è mai stato in dubbio. È quanto emerge dalla pubblicazione – in forma anonima – dei voti dei trenta giurati che hanno giudicato le costruzioni di prima e seconda categoria.

“Va’dove ti porta il cuore”, l’opera con cui Allegrucci ha conquistato la sua quarta vittoria da quando costruisce i carri grandi, totalizza 76 punti, una ventina in più rispetto ai 57 che bastarono al costruttore per vincere sia con “Il sognatore” che con “Una storia fantastica” nelle ultime due edizioni. Per un giurato su tre il suo carro era il più bello e in totale, tra primi, secondi e terzi posti, sono 24 (su 30) i piazzamenti da podio che gli hanno assegnato i giurati.

Rispetto al 2022 e al 2023, dunque, Allegrucci fa registrare un punteggio più alto anche se, in compenso, è aumentato il divario sul secondo classificato: “Ascolta ragazzo” dei fratelli Massimo e Alessandro Breschi, infatti, raccoglie 124 punti, quasi cinquanta in più del vincitore – ma uno in meno di “Bla bla bar” di Umberto, Stefano, Michele e Jacopo Cinquini.

Dando uno sguardo ai voti assegnati al ragno dei Breschi emerge che la costruzione non è stata da mezze misure: dieci giurati l’hanno messo al secondo posto, e sette addirittura al primo, ma ce ne sono stati tre che gli hanno assegnato l’ottavo posto e ben sei l’hanno ritenuto il carro peggiore tra i nove in concorso.

Più omogenea, invece, la distribuzione dei voti dati alla costruzione della famiglia Cinquini: sul punteggio finale (125) incide soprattutto il giudizio di 13 giurati che hanno considerato “Bla bla bar” una costruzione da metà classifica.

Ed è finita più o meno così anche la bagarre per il quarto posto, andato a “Svegl-I.A.” della famiglia Lebigre-Roger che si è fermato a 138 punti. Il carro sull’intelligenza artificiale fa incetta di quarti posti (otto), mentre nove giurati l’hanno messo sul podio con tre primi posti, due secondi e quattro terzi.

Per un solo punto di differenza arriva quinto “Il profumo delle rose nelle spine” di Carlo e Lorenzo Lombardi: la loro rivisitazione della scultura di Marco Cavallo si prende ben otto terzi posti, un secondo e un primo – e dunque un giurato su tre l’ha considerato meritevole di andare a premi – e soprattutto non si becca nemmeno un nono posto a differenza di Breschi, Cinquini e Lebigre-Roger.

Più distanziato, a quota 160 punti, “Più denti” di Luca Bertozzi: la spettacolare riproduzione dell’Indominus rex non graffia abbastanza, come testimoniano i due primi posti e gli altrettanti secondi e terzi posti ricevuti dai giurati anche se nessuno di loro l’ha relegato all’ultimo posto.

Chiudono la graduatoria “il circo dei sogni” di Alessandro Avanzini (179 punti), “È tempo di cambiare” di Roberto Vannucci (190) – entrambi prendono due primi posti – e “Octopus 5. 0” di Luigi Bonetti (219).


 

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