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Carnevale di Viareggio, dopo la premiazione: debutti vincenti, delusioni e polemiche

L’esultanza di Matteo Raciti e del suo gruppo (foto Roberto Paglianti)
L’esultanza di Matteo Raciti e del suo gruppo (foto Roberto Paglianti)

Il vincitore fra i carri piccoli centra l’obiettivo al primo colpo. Valentina Galli: «Delusissima, meglio non aggiungere altro»

25 febbraio 2024
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VIAREGGIO. Vince l’ “All you can eat” di Matteo Raciti, che appena arrivato in seconda categoria mette in fila tutti gli altri e scatta una festa sotto la pioggia che si scatena, ma – come nella canzone di Gianni Morandi – non fa nulla. La festa diventa subito smodata, eccessiva, esagerata con un po’ di spumante che bagna, ma non più di tanto perché si è tutti già zuppi. Matteo Raciti sale sul carro quasi in lacrime, si piega sul trattore e si accascia perché – improvvisamente – vengono meno le forze, cala l’adrenalina e resta solo la felicità. Con uno scatto di energie, poi, prende un microfono e con quello che resta urla “Tutti davanti al carro. Venite tutti, perché abbiamo vinto tutti”.

Raciti al Tirreno confessa: «Sono emozionatissimo, è uno dei giorni più belli della mia vita. Dentro questa vittoria c’è tutto, ci sono mesi di lavoro, di pensiero, di attesa e di anche tensione. Penso alle persone che non hanno mai vinto e questo è anche per loro, perché è una speranza che diamo. Ci sono tante persone dietro questo successo, tanti che hanno fatto parte di questo progetto e che ci hanno creduto dall’inizio quando abbiamo cominciato questa nuova esperienza. Speravamo di fare bene, ma vincere è sempre difficile e ci siamo riusciti. Questo progetto era un sogno che portavamo avanti: dedico questo premio ai miei parenti, ai miei genitori, a tutte le persone che amo».

Si spengono rapidamente le luci sugli altri carri di seconda categoria che erano tutti parcheggiati in fondo al percorso, lato Lido di Camaiore. Luci subito spente sul carro di Priscilla Botri “Auguro a tutti un criccò lo di follia”, dedicato alla poetessa Alda Merini. Delusione non celata in casa Galli per il terzo posto dell’“Ira della Kitsune”, che ha vinto il premio per il miglior colore dedicato al maestro Tono D’Arliano. Fabrizio Galli corre dentro il carro a fine verdetto per non commentare. Alla figlia Valentina, che ha firmato con il padre il carro, scappa un «sono delusissima, ma preferisco non aggiungere altro». Anche di fronte al prestigioso riconoscimento dato dalle giurie per la colorazione del carro non riesce ad aggiungere altro se non «sì, ho vinto il premio per il colore».

Tomei e Croci, prima dei verdetti, avevano ringraziato tutti i figuranti del “Magie del carnevale”. Il carnevale è una festa per il pubblico, ma a Viareggio è un’arte e i verdetti portano sempre un pizzico di polemica, perché a vincere è uno solo ogni anno e nel triennio c’è in palio il sogno della prima categoria. Siamo al primo anno del nuovo triennio e le giurie hanno espresso i loro verdetti cui seguiranno strascichi e qualche polemica. Poi c’è la festa per chi vince che prosegue nelle settimane a seguire prima che si inizi a pensare al nuovo carro e al corso del prossimo anno con il sogno di progredire e crescere.

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