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Carnevale di Viareggio, come si votano i carri? Due maxi giurie e cosa fa la differenza

di Simone Pierotti
“Una storia fantastica”, il carro di Jacopo Allegrucci che ha trionfato lo scorso anno mettendo d’accordo pubblico e giurati
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“Una storia fantastica”, il carro di Jacopo Allegrucci che ha trionfato lo scorso anno mettendo d’accordo pubblico e giurati

A decretare le classifiche saranno le graduatorie di 30 giudici “non viareggini”. Dovranno tenere conto di modellatura, movimenti, allegoria, soggetto e impatto

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VIAREGGIO. Due maxi-giurie, ciascuna composta fino a un massimo di trenta persone, chiamate a valutare rispettivamente i carri di prima e seconda categoria (una) e le mascherate di gruppo e le maschere isolate (l’altra): saranno loro a decretare i vincitori dell’edizione del Carnevale di Viareggio che terminerà sabato con il sesto e ultimo corso mascherato. Al termine della sfilata saranno letti i verdetti determinati proprio dai voti dei giurati. Ecco, nel dettaglio, come funziona il meccanismo di votazione.

I favolosi sessanta

Alle giurie è dedicato l’articolo 19 del bando di concorso triennale sottoscritto la scorsa primavera: «Due giurie valuteranno le costruzioni a concorso – una giuria per le costruzioni di prima e seconda categoria e una giuria per le mascherate di gruppo e le maschere isolate» e «ciascuna giuria sarà composta fino ad un massimo di 30 persone». Entrambe le giurie saranno composte da persone provenienti da fuori Viareggio. I membri delle due giurie sono nominati dall’organo direttivo della Fondazione: in caso di assenza, rinuncia o indisposizione, i giurati possono essere sostituiti prima dell’inizio dell’evento. Scaduto tale termine, si procede con i soli giurati rimasti e la votazione sarà ritenuta valida.

Le schede

A ciascun giurato vengono consegnate le due schede di voto specifiche per le categorie di costruzioni che è chiamato a valutare: è stata data facoltà di scegliere il singolo corso a cui partecipare con diritto di voto. Non esiste un numero preciso di giurati per corso, ma soltanto il numero massimo di 60 che parteciperanno complessivamente. Ogni giurato deve consegnare personalmente le proprie schede, regolarmente compilate e firmate, presso il luogo e alla persona indicate dalla Fondazione Carnevale: la consegna deve avvenire entro due ore dal termine della sfilata.

Come si vota

Ogni giurato indicherà, semplicemente, il piazzamento di ogni costruttore dando come voto 1 alla costruzione che ritiene migliore, 2 alla seconda costruzione ritenuta migliore e di conseguenza gli altri voti a seguire. Il giurato non può assegnare un ex aequo – la classifica finale, invece, può determinare un arrivo a pari punti – e deve dare il voto a tutte le opere partecipanti, pena l’annullamento della scheda.

Come dichiarato nelle scorse settimane dal vicepresidente della Fondazione Carnevale Marco Szorenyi, e contrariamente a quanto si possa pensare, la coreografia a terra «non è un criterio di valutazione»: i giurati vengono istruiti a valutare tenendo conto di modellatura, colore, movimenti, allegoria, soggetto e impatto scenografico.

Spoglio delle schede

Le buste contenenti le schede di giudizio dei vari giurati verranno aperte e conteggiate dal notaio incaricato che ne redigerà il verbale. La presidente Marialina Marcucci ed il vicepresidente della Fondazione Marco Szorenyi «sono delegati con più ampio potere, ed in via disgiunta tra loro, a seguire ed avallare tutte le operazioni di scrutinio dinanzi al notaio, nonché verificare l’ammissibilità delle schede di voto e, quindi, con facoltà di validare, in caso di discrepanze, imprecisioni e/o incompletezze, le schede da cui possa comunque desumersi una inequivocabile interpretazione, precisandosi che, in caso di eventuale mancante, errata o imprecisa indicazione del nome del costruttore dovrà comunque ritenersi prevalente l’indicazione del nome della costruzione».

Niente giuria popolare

Regolamento alla mano, la Fondazione si era riservata la possibilità, per un solo corso, «di effettuare una votazione demoscopica, o tramite televoto, il cui esito andrà a sommarsi con quella tecnica». Vale a dire: un’apertura all’ipotesi di giuria popolare. La Fondazione ha poi fatto un passo indietro dopo essersi consultata con Vivaticket, il fornitore dei biglietti: non ci sono le garanzie tecniche affinché i voti espressi dalla giuria popolare siano poi validati dal notaio. La postilla resta però valida per tutto il triennio, segno che potrebbe trattarsi di un appuntamento solo rimandato.


 

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