Gioco
La battuta del difensore “rianimato” al suo soccorritore: «Dopo il colpo in testa pure gli schiaffi?»
Inglese (Castelnuovo) e il soccorso “brusco” dell’avversario: «Lo ringrazio»
CASTELNUOVO. «Ricordo bene lo scontro e anche gli schiaffi in faccia che ho accolto con una battuta, ma non gli attimi dell’intervento di Verona».
Così Francesco Inglese, capitano del Castelnuovo, torna sull’incidente avuto nel corso della sfida tra la San Marco Avenza e la sua squadra nel turno infrasettimanale del campionato di Promozione (partita terminata 1-1). A poche ore di distanza resta solo un mal di testa e un fastidio al collo, ma allo stadio sono stati attimi di paura perché lo scontro tra il difensore e l’attaccante Mario Verona è davvero violento e Inglese cade a terra pesantemente. Il primo ad accorgersi del pericolo è proprio lo stesso Verona, che durante la stagione estiva fa il bagnino in uno stabilimento della costa, ed è lui a metterlo di lato e a tirare fuori la lingua per evitare il soffocamento.
«Di questo mi hanno raccontato perché io non ricordo – dice Inglese – mi stavo preparando per andare a colpire di testa. Guardavo il pallone e andavo verso destra e così non ho visto che lo stesso stava facendo l’attaccante venendo in direzione contraria, lui è fisicamente più grosso quindi l’impatto è stato forte. Non so come mi ha colpito, ma ho sentito l’impatto sulla testa per fortuna non all’altezza della tempia. Quando sono tornato cosciente, dopo comunque pochi secondi, mi ricordo gli schiaffi per farmi riprendere e ho detto che dopo il colpo alla testa ci mancavano pure questi. Questa battuta ha fatto ridere tutti quelli che erano lì attorno, sicuramente ha stemperato la tensione causando una risata liberatoria».
Per Inglese, la paura è durata pochi secondi perché il difensore, da sempre giocatore tenace e ostinato, non ha voluto assolutamente abbandonare i compagni. «Sono uscito dal campo, ma poi sono voluto rientrare – spiega – ma ho chiesto il cambio subito perché comunque avevo male alla testa. I sanitari mi hanno chiesto se volevo recarmi al Pronto Soccorso, ma ho preferito rimanere in panchina. Oggi (ieri, ndr) sono un po’frastornato e certamente ho un po’di fastidio per la botta ricevuta. Non so se riuscirò ad allenarmi, ma mi vedo disponibile e in campo per la sfida di domenica contro la Pontremolese. Almeno, questo è quello che vorrei poi sentirò anche il parere del nostro staff». Inglese si è subito preoccupato per i suoi familiari, che vivono in Sicilia, la sua terra di origine.
«Non mi aspettavo questo risalto e appena ho percepito che la notizia poteva finire sui social, ho chiamato casa per tranquillizzare i miei genitori – chiude – ringrazio Verona per il suo intervento di soccorso, l’ho fatto anche durante la gara, ma mi ripeto adesso. Aver avuto uno dei protagonisti in campo pronto per un intervento simile è stato sicuramente fondamentale».l
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