Arriva il docu-film sulla Bussola: «Se non venivi qui non eri davvero nessuno»
Uscito lunedì nelle sale il docu-film dedicato a Sergio Bernardini, l’uomo che ha inventato la Versilia attraverso i locali notturni
Il docufilm “La Bussola – Il collezionista di stelle” è il primo di molti omaggi che saranno dedicati all'uomo che ha reso grande la Versilia: Sergio Bernardini visionario, sognatore, una vera a propria leggenda, creatore de La Bussola di Focette. Anzi, il creatore della Bussola di Bernardini, come bene precisa Stefania Sandrelli.
Molti saranno gli eventi in programma per ricordare questo uomo eccezionale, a cominciare da un gran gala che annunciato a Viareggio, per proseguire nel 2025, in occasione dei cento anni dalla nascita di Bernardini (avvenuta a Parigi il 7 maggio 1925) con una prima serata Rai tutta dedicata a lui, e una mostra a Palazzo Mediceo di Seravezza.
Ma partiamo dall'inizio, il film. Diretto da Andrea Soldani, prodotto da Lux Vice, con Rai Cinema, da un'idea del figlio Mario (autori Simone de Rita e Giuseppe Scarpa con musiche di Ugo Bongianni), il docu-film è stato presentato a Viareggio lunedì al cinema Goldoni (dove è in replica anche stasera) davanti a un numerosissimo pubblico. Tutti spettatori con la voglia di ricordare quella Versilia che diventò “ruggente” grazie a Bernardini che acquistò, dalla famiglia Benelli, a Focette un locale che non piaceva a nessuno e che anzi era considerato sfortunato. Invece, con Bernardini in breve divenne un'autentica miniera d'oro grazie ai più grandi artisti nazionali e internazionali dagli anni '60 in poi. Struggenti, divertenti le testimonianze raccolte nel film: da Aldo Cazzullo, ai figli Guido e Mario Bernardini, il promoter Mimmo D’Alessandro (al quale Bernardini ha insegnato il mestiere), Stefania Sandrelli che proprio alla Bussola conobbe e si innamorò di Gino Paoli, anche lui presente nel film. E ancora lo storico barman del locale, Pier Paolo Velani, il calciatore Paolo Maldini (nipote di Sergio). Ma la testimonianza che lunedì ha toccato il cuore di tutti è stata quella di Carlo Fappani, amico fraterno di Bernardini e già storico titolare del bar pasticceria a Viareggio, in piazza Mazzini. Il contributo ha commosso tutti, a cominciare dalla moglie Rita e dai figli Alberto e Davide presenti in sala, perché la testimonianza è stata girata a maggio 2023, pochi mesi prima della sua scomparsa.
Il docu-film, dunque, ripercorre la storia del celebre locale che, con Bernardini, in pochissimo tempo diventò tappa obbligata del panorama musicale italiano e internazionale. “Se non venivi alla Bussola non eri nessuno” dicono tutti gli artisti, con riconoscenza per un uomo dalle doti straordinarie. Ereditate (è probabile) dalla madre, Virginia Mei, donna assai moderna già cento e passa anni fa. Da sola se ne era andata da Marginone di Altopascio a vivere a Parigi, diventando la balia da latte dei figli di uno dei fratelli Lumiére. Ecco perché Sergio Bernardini nasce a Parigi. E respira da subito arte. Sarà per quello che scopre Mina e Celentano, che opita alla Bussola Paoli, Vanoni, Louis Armstrong, Chet Baker, Aretha Franklin, Liza Minnelli. Prima di inventarsi Bussoladomani per i giovani e i nuovi idoli: Renato Zero, Miguel Bosè. Ma quella è ancora un’altra storia.
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