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«Sanremo 2024 è il più noioso della storia», Elio critica il Festival dal palco del carnevale di Viareggio


	A sinistra Elio sul palco del carnevale di Viareggio
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A sinistra Elio sul palco del carnevale di Viareggio

Ospite al tradizionale evento della Versilia insieme a Rocco Tanica: «La Terra dei Cachi? Bella, ma non può competere con Tuta Gold di Mahmood»

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VIAREGGIO. Quell’Italia cantata come “La terra dei cachi” dal palco del Festival di Sanremo 1996 «dopo tanti anni fa ancora la sua figura» anche riproposta dal palco di piazza Mazzini, al secondo corso del Carnevale di Viareggio, edizione numero 151. Parola di Elio e Rocco Tanica anche senza la formazione completa che portò la canzone a classificarsi seconda, risultato contestatissimo che vide anche l’intervento dei carabinieri, i quali stabilirono che “La terra dei cachi” era stato il brano più votato. «Certo non può competere con “Tuta Gold”», è la battuta da Viareggio – nella giornata di giovedì 8 febbraio, il famoso “giovedì grasso” di carnevale - con riferimento alla canzone portata a Sanremo in questi giorni da Mahmood. Quando Elio incontra brevemente i cronisti a fine esibizione, il pensiero va ancora all’edizione in corso del Festival della canzone italiana e il giudizio non lascia scampo: «Questo Sanremo è uno dei più noiosi della storia della manifestazione».

Noia alla quale, invece, il Carnevale di Viareggio non lascia spazio, e il duo lo ripete più volte anche dal palco: «Viva il Carnevale e abbasso Halloween». Al di là dello spettacolo e delle battute, Elio ne fa questione seria: «Specialmente dove abito vedo i bambini che vanno fuori di testa per Halloween. Mentre il divertimento per antonomasia è proprio il Carnevale. Soffro molto il successo di Halloween e l’insuccesso del Carnevale».

L’esperienza fatta a Viareggio ha regalato ai due artisti «una bellissima atmosfera carnevalesca» e un altrettanto «bellissima forma di satira che è propria del Carnevale di Viareggio». La domanda arriva di conseguenza: in Italia c’è spazio ancora per la satira? «Bisognerebbe essere pronti a saltare su non appena si assista a limitazioni della satira», è la risposta: «Ma siamo uno dei Paesi più liberi in tutto il mondo. E spesso non lo consideriamo».

Dal palco arrivano al viale a Mare che si va pian piano affollando le note commoventi di Jannacci che catapultano in un altro mondo, in un’altra Italia, quella del palo della banda dell’Ortica che “fisso scrutava nella notte”. E chissà quanti dei presenti l’avranno mai ricordata vista la folla di giovanissimi per il corso di ieri.

Prima dei saluti, la bella notizia: si sta lavorando a una edizione 2024 del Concertozzo, l’evento organizzato da Elio le Storie Tese, Trio Medusa e Cesvi che ha segnato – prima a Bergamo e poi a Carpi – il ritorno sul palco del gruppo per intero.

«Vorremmo portarlo un po’ vicino a Milano», sono le parole di Elio, che ricorda: «Per la prima edizione abbiamo fatto 8mila persone, per la seconda 12mila e vorremmo migliorare. Per l’importanza che l’evento ha nel parlare di autismo e disabilità in generale».

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di Redazione web