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La polemica

Carnevale di Viareggio, corso a rilento: «Ma ciò che conta è garantire lo spettacolo». Priscilla Borri rischia la multa

di Simone Pierotti
Carnevale di Viareggio, corso a rilento: «Ma ciò che conta è garantire lo spettacolo». Priscilla Borri rischia la multa

Nella relazione tecnica sulla prima sfilata consegnata a Marcucci è stata chiesta una sanzione alla carrista di seconda categoria

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VIAREGGIO. «Mi pare che abbia già risposto la presidente, no? La nostra linea è quella». Vale a dire: «A noi interessa il corso per la sua spettacolarità, non per la sua lentezza. E sabato lo spettacolo l’abbiamo garantito». Stefano Nari, dal 2019 collaboratore della Fondazione Carnevale per la regia delle sfilate, lo ribadisce più volte: non esiste – né per lui né per la Fondazione – il problema del corso lento. Certo che tre e ore e un quarto per effettuare, per il rotto della cuffia, un giro del circuito sui viali a mare non sono poche… «L’incognita del primo corso è che tutto funzioni per il verso giusto, a maggior ragione con quell’afflusso di spettatori – aggiunge Nari – per noi è una prova generale, non una corsa di automobilismo. In questo modo valorizziamo al massimo le coreografie a terra: il passaggio dei carri in piazza Mazzini funziona così com’è, la regia delle sfilate è condivisa con la presidente e siamo contenti dello spettacolo che diamo».

Domanda: e se tornassimo alla vecchia maniera, con carri, mascherate di gruppo, maschere isolate e pedane aggregative che sfilano in ordine sparso anziché suddivise per categoria? Ne guadagneremmo in velocità oppure – per citare la proprietà commutativa della matematica – invertendo l'ordine degli addendi della addizione, la somma non cambia? «Abbiamo adottato questa impostazione nel 2020 e per noi funziona così: chi paga il biglietto sulle tribune vuol vedere prima i carri in gara».

Ne è convinto anche l’ingegnere Paolo Polvani, da oltre dieci anni responsabile della sicurezza e direttore dei corsi mascherati: «Ormai non torniamo più indietro, è giusto dare la priorità alle costruzioni in concorso – dichiara Polvani – c’è un motivo logico».

Sulla lentezza del corso, invece, la pensa diversamente: «Per carità, se facciamo mezzo giro e nessuno s’è fatto male io festeggio. Però sì, è lento». Colpa delle coreografie a terra? «Sono quelle, ma non solo: nel bando di concorso è previsto che i carri garantiscano lo spettacolo senza soste. Perché, invece, si fermano? Certi carristi sono ingestibili e due addetti della squadra corsi a carro non possono fronteggiare da soli 200 maschere: ci vorrebbe un esercito».

Nella relazione tecnica sulla prima sfilata consegnata a Marcucci è stata chiesta una multa alla carrista di seconda categoria Priscilla Borri per “inottemperanza alle disposizioni impartite dalla direzione dei corsi” che (articolo 18 del bando di concorso) prevede penali da 500 a 2mila euro a corso. «Da quest’anno non dico più nulla, chiedo direttamente le multe e l'importo stabilito dalla Fondazione è insindacabile» chiosa Polvani, che però non vuol passare per lo sceriffo cattivo. «Io non vorrei farle a nessuno, intendiamoci. Ma se non imparano…».

Marcucci ha poi ammesso che sono le coreografie a rallentare la sfilata, scagionando così da questa accusa le carrette fuori concorso: «Da rappresentante di una pedana sono contento che finalmente sia stato sfatato questo falso mito – dichiara Alberto Pardini del Carneval Puccini, che sfila assieme a #nonsolounacarretta e Aretusa Beach – ma è così da anni, non l’abbiamo certo scoperto sabato scorso: è chiaro che tutti dobbiamo concorrere alla riuscita e alla fluidità della sfilata. Da ex addetto della squadra corsi, però, il problema della lentezza del primo corso me l’aspetto: è sempre una prova generale».


 

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