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Versilia

La decisione

Spiagge all’asta, via libera del Consiglio di Stato ai soldi per i balneari sconfitti

di Matteo Tuccini
Una delle foto che spiegano il lavoro rivendicato dai balneari in anni di gestione delle spiagge
Una delle foto che spiegano il lavoro rivendicato dai balneari in anni di gestione delle spiagge

Riconosciuto l’indennizzo a chi perde il bagno dopo l’asta. Soddisfazione per questa ordinanza da parte di Fiba, il sindacato balneari di Confesercenti Toscana

31 gennaio 2024
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VIAREGGIO. Sembra essere una delle poche certezze di una vicenda in cui regna il caos totale. Parliamo dei cosiddetti indennizzi ai balneari che usciranno sconfitti dalle “aste”: anche se non si sa quando queste ci saranno, e soprattutto come, il riconoscimento economico degli investimenti fatti negli anni sulle spiagge è un punto fermo da non sottovalutare. Lo ha stabilito la legge sulla Concorrenza, sotto il governo Draghi, e il Consiglio di Stato lo ribadisce in un provvedimento recente: l’applicazione della direttiva Bolkestein sull’assegnazione delle spiagge non potrà far sì che i balneari vengano privati della loro attività a costo zero.

L’ordinanza

Il Consiglio di Stato sembra aprire uno spiraglio questa volta favorevole ai balneari sull’annosa questione Bolkestein. Il massimo tribunale amministrativo, con l’ordinanza numero 138 del 17 gennaio scorso, ha sospeso un bando di gara per la riassegnazione di una concessione demaniale marittima nel Lazio, perché prevedeva la “devoluzione” delle opere a danno del concessionario uscente. Si tratta della controversa norma sull’incameramento dei beni alla scadenza della concessione della spiaggia: in base all’articolo 49 del Codice della navigazione, approvato nel 1942, questi fabbricati non rimovibili dovrebbero diventare di proprietà dello Stato. I concessionari balneari si battono da anni contro questo principio, in quanto lo ritengono un esproprio a tutti gli effetti, oltre che una norma inattuale. Nella sua pronuncia, il Consiglio di Stato sottolinea inoltre che «l’ordinamento nazionale appare decisamente orientato a salvaguardare le ragioni giuridiche ed economiche dei soggetti che hanno realizzato investimenti nelle aree demaniali in concessione mediante la corresponsione di un indennizzo».

Le reazioni

Soddisfazione per questo ordinanza da parte di Fiba, il sindacato balneari di Confesercenti Toscana. «Siamo stati l’unica associazione di categoria che ha iniziato il percorso “no art. 49” dal 2015, grazie all’aiuto di tutti i propri associati e alla collaborazione con Confesercenti Toscana – dichiarano il presidente regionale Simone Guerrini e il suo vice Cristiano Pezzini – Dopo tanti anni finalmente siamo arrivati a un tassello importante nel riconoscimento delle nostre aziende sotto ogni aspetto. Questo percorso, lungo e tortuoso finalmente ci ha dato ragione sul nostro pensiero in tutti questi anni. Per noi, Fiba Toscana, è una grande vittoria anche in virtù di quello che potrebbe accadere nei prossimi mesi». Un commento arriva anche da Fabrizio Lotti e Stefano Gazzoli, dal 2014 al 2023 presidenti regionali di Fiba Confesercenti Toscana: «La nostra associazione ha portato avanti una battaglia giuridica contro l’articolo 49 del Codice della navigazione, e oggi vediamo riconosciuti i nostri sforzi visto che per il Consiglio di Stato l’articolo 49 del Codice della navigazione non solo non permette il procedere alla messa a gara delle concessioni vigenti, ma deve essere riformato in quanto non conforme al diritto europeo. Perciò questa norma dovrà essere rivista al fine di inserire l’indennizzo, come indicato anche dalla legge sulla concorrenza del governo Draghi (118/2022). Indennizzo che in base alla norma dovrà essere commisurato, oltre che agli investimenti non ammortizzati, anche al “valore aziendale dell’impresa”, nonché al valore “dei beni materiali e immateriali facenti parte del compendio aziendale del concessionario”. Il Consiglio di Stato – concludono – ha perciò riconosciuto il reale valore delle nostre imprese, che va ben oltre quello degli ammortamenti residui, poiché comprende utilità immateriali quali l’avviamento commerciale. Tesi che Fiba Confesercenti ripete da almeno dieci anni».

Il chiarimento

La strategia di Fiba Confesercenti si discosta, quindi, da quella del Sib Confcommercio, che intende fare ricorso contro il prolungamento delle concessioni al 31 dicembre 2024. Una diversità di vedute che si spiega con le due posizioni all’interno della categoria: alcuni ritengono che le “aste” non ci saranno, grazie al Governo attuale, e che dunque mettersi a parlare di paracadute economici e concessioni in scadenza non solo sia inutile, ma persino dannoso. Altri ritengono inevitabile la riassegnazione delle spiagge con gare a evidenza pubblica, così come stabilito dalla Bolkestein e da sentenze della Corte di giustizia europea e dei tribunali amministrativi italiani, in primis il Consiglio di Stato. Di conseguenza, preparare il terreno a un risarcimento economico è un gesto di prudenza, oltre che di tutela nei confronti degli attuali imprenditori balneari.

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