Sarà un Carnevale da ballare al ritmo del cha cha cha
La nuova canzone ufficiale interpretata da Elio e Mirco Mariani. Il leader della band delle “Storie Tese”: «Divertito e preoccupato»
VIAREGGIO. A scanso di equivoci: il cha cha cha della nuova canzone ufficiale del Carnevale assai difficilmente – mai dire “mai”, però non ci siamo tanto lontani – scalzerà quello, eterno, di Adriano Barghetti e dei suoi coltellacci nel cuore dei viareggini e nella memoria collettiva della nostra città. Eppure “Farina, carta e colla”, il brano cantato da Elio e Mirco Mariani e presentato ieri mattina nel corso della trasferta milanese del Carnevale al Teatro Dal Verme, segna una prestigiosa collaborazione con un grande nome della musica italiana. Una strada imboccata lo scorso anno grazie alla collaborazione con l’etichetta discografica Betty Wrong di Elisabetta Sgarbi e che vale la pena continuare di percorrere, certamente. Con alcuni, piccoli accorgimenti.
Esattamente come un anno fa, la Fondazione Carnevale ha deciso di lanciare la nuova canzone ufficiale proprio a pochi giorni dalle due serate del Festival di Burlamacco al Teatro Jenco. Inevitabile che torni a tener banco la solita polemica: meglio delegare tutto a interpreti e compositori che provengono da fuori Viareggio o affidarci, com’è accaduto fino alla frattura (insanabile?) fra Fondazione e Carnevalari di cinque anni fa, a cantautori locali? La verità, o meglio la virtù, sta forse nel mezzo tra l’internazionalizzazione a tappe forzate e i sovranisti delle musiche carnevalesche. Un po’ come accadeva nel periodo tra le due guerre e negli anni Sessanta, quando nomi del calibro di Joe Sentieri o Johnny Dorelli davano voce a testi scritti da parolieri viareggini che in un secolo ci hanno regalato delle deliziose canzoni-cartolina.
Basterebbe, semplicemente, ascoltarsi – del resto, parliamo di musica... – venirsi incontro e trovare il giusto accordo: chissà se un giorno ci arriveremo. Del resto, i viareggini sono molto esigenti sul loro patrimonio musicale. Ed è quello che ha raccontato Elio, collegato da remoto: «Mi sono divertito molto nel cantare questo brano e nel girare il video – dice il leader della band Elio e le storie tese, che si esibirà in concerto con Rocco Tanica in piazza Mazzini il giorno di Giovedì Grasso – però ero anche molto preoccupato: sentivo il peso della responsabilità, Viareggio è il Carnevale per eccellenza».
Mirco Mariani, già protagonista un anno fa con “La maschera ride” assieme a Massimo Conficconi, parla di semplicità: «È la cosa più complessa al mondo e abbiamo provato a ricercarla con questa canzone, ispirata dal gigantismo dei carri: ero sulla terrazza di un hotel, quando mi passavano davanti sembrava che li potessi accarezzare...».
Siccome il Carnevale è una festa inclusiva, lungi da noi affermare che mondi distanti non possano coesistere: il successo della carretta fuori concorso di radio m2o di un anno fa, con una fiumana di adolescenti che ballavano le hit del momento, ne è la dimostrazione. Pertanto ha fatto benissimo la Fondazione Carnevale a rinnovare l’accordo con l’emittente milanese che ora diventa radio ufficiale del nostro Carnevale: non solo sfilerà con una nuova carretta, non solo riproporrà domenica 18 febbraio il dj set con Albertino e Fargetta in piazza Mazzini, ma curerà anche l’animazione e l’intrattenimento prima dell’inizio dei corsi mascherati.
«La scommessa di quest’anno è decidere cosa portarci dietro di questi 150 anni di storia – commenta Marialina Marcucci, presidente della Fondazione Carnevale – scomporre il passato e ricomporlo in vista del futuro. Il nostro Carnevale è come la bambina cantata da Lucio Dalla in “Futura”, così come i carri che voleranno sulla Passeggiata e daranno forma ai sogni dei nostri maestri carristi ci fanno riflettere sui grandi temi del futuro».
Non è stata casuale la scelta di tornare al Teatro Dal Verme: «Presenteremo qui, dove Puccini portò in scena per la prima volta “Le Villi” , la stagione estiva del Festival Puccini che festeggia cento anni» è l’annuncio dell’assessora alla cultura Sandra Mei. Parte da lei l’invito alla stampa milanese per i corsi mascherati: «Venite a trovarci, sarà un divertimento». Almeno su questo, saremo tutti d’accordo.
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