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Strage di Viareggio, processo-bis in Cassazione. La Procura: «Rigettare i ricorsi»

di Donatella Francesconi
Strage di Viareggio, processo-bis in Cassazione. La Procura: «Rigettare i ricorsi»

È iniziato ieri il processo-bis davanti ai giudici di Cassazione

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VIAREGGIO. Confermare tutte le condanne emesse nel processo d’Appello-bis per la strage ferroviaria di Viareggio che il 29 giugno 2009 ha causato 32 morti e un centinaio di feriti a causa del deragliamento di un treno merci carico di Gpl: è quanto hanno chiesto il sostituto Procuratore generale, Pietro Molino, e l’avvocato generale della Cassazione, Pasquale Fimiani. Entrambi hanno preso la parola per la requisitoria davanti ai giudici della terza sezione penale, sollecitando il rigetto di tutti i 18 ricorsi presentati contro la sentenza della Corte di Appello di Firenze, emessa nel 2022.

Per la Procura generale sono infondate anche le questioni poste nei ricorsi di alcune delle difese (in particolare quelle degli imputati del Gruppo Fs) comprese quelle riguardanti i termini di prescrizione: «Il leitmotiv di tutta questa vicenda», sono state le parole di Fimiani, «è che non ci si è posti la questione della sicurezza del trasporto merci perché si dava priorità ad altro».

La giornata si è aperta, poco dopo le 10 del mattino, con la ricostruzione dell’iter giudiziario, lungo 14 anni, per voce del giudice relatore, Alessandro Maria Andronio (gli altri giudici sono Gastone Andreazza, presidente, e i consiglieri Andrea Gentili, Luca Semeraro, Giuseppe Noviello).

Relazione che l’avvocato di parte civile, Tiziano Nicoletti, definisce come «molto dettagliata ma, al contempo, chirurgica, che va a individuare i motivi specifici che dovranno essere affrontati in questo grado di giudizio, in Cassazione». Mentre l’avvocato Riccardo Carloni sottolinea «la presenza forte della Procura generale nel corso di questa udienza».

La prossima udienza è già fissata per il 18 dicembre, quando a prendere la parola in aula saranno i difensori degli imputati, sia italiani che stranieri: Mauro Moretti, ex amministratore delegato di Ferrovie, Vincenzo Soprano, ex ad di Trenitalia, Michele Mario Elia, ex ad di Rfi, Mario Paolo Pizzadini, manager di Cima Riparazioni, Daniele Gobbi Frattini, responsabile tecnico di Cima Riparazioni, Mario Castaldo, ex direttore divisione di Cargo Chemical, Uwe Kriebel, operaio dell’Officina Junghental (addetto ai controlli), Helmut Broedel, funzionario dirigente della Junghental, Andreas Schroeter, tecnico di Junghental, Peter Linowski, ad di Gatx Rail Germania, Rainer Kogelheide, ad di Gatx Rail Austria, Roman Meyer, responsabile flotta carri di Gatx Austria, Johannes Mansbart, manager Gatx Rail Austria.

«Sono passati più di 14 anni», sono le parole dell’avvocato Gabriele Dalle Luche, legale della associazione "Il Mondo che vorrei", «e credo che sia davvero arrivato il momento di chiudere questa vicenda processuale». Dalle Luche, nell’intervenire in aula ieri, ha voluto ricordare: «I familiari delle vittime della strage di Viareggio sono nelle aule di Giustizia da 14 anni. È l’ora di "liberarli", affinché possano tornare a una vita "normale". Perché loro sì che sono "imprigionati" da questa lunga vicenda».

Lunga vicenda che vedrà, dopo l’udienza del 18 dicembre, quella del 15 gennaio 2024, nel corso della quale è previsto che venga emessa la sentenza.

Per i familiari delle vittime del disastro ferroviario, alla vigilia delle feste natalizie, ecco un’ennesima attesa sfinente. Lungo un iter giudiziario arrivato al quinto processo in 10 anni (il primo grado è iniziato nel novembre 2013), con quattro sentenze già emesse da ben 14 giudici, tra Tribunale di Lucca, Corte d’Appello di Firenze e Cassazione.

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