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Intossicati

Raccolcono funghi velenosi e in due finiscono all'ospedale Versilia. Allarme Asl: «Non sottovalutate i rischi»

Raccolcono funghi velenosi e in due finiscono all'ospedale Versilia. Allarme Asl: «Non sottovalutate i rischi»

Si fa appello agli appassionati perché facciano valutare il raccolto agli esperti

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VIAREGGIO. Due interventi al pronto soccorso dell’ospedale Versilia per intossicazione e 39 certificazioni allo sportello. Sono questi i numeri recenti dell’Ispettorato micologico dell’Asl Toscana Nord-Ovest per quanto riguarda la Versilia, da sempre una delle zone più importanti e attive per la caccia ai funghi.

Secondo i dati raccolti nell’ultimo anno sono stati molti gli episodi di intossicazione da funghi sul territorio d’interesse: in totale ben 41. Come detto, 2 di questi hanno riguardato la Versilia. Uno in meno rispetto all’ospedale di Massa, ma uno in più rispetto a quello di Lucca.

Dai numeri inoltre emerge che tutti gli intossicati hanno consumato funghi nelle abitazioni private, raccolti in proprio e non provenienti dal circuito commerciale. Le persone si sono sentite male dopo aver consumato funghi tossici, che provocano dunque sindrome gastroenterica. In diversi momenti si è appurato che i funghi che hanno provocato intossicazione sono stati quelli appartenenti ai generi Omphalotus olearius, Entoloma lividum e Amanita phalloides. Per quanto concerne invece le consulenze micologiche dell’Ispettorato Asl, nel corso del 2023 sono state effettuate ben 271 certificazioni allo sportello. Un controllo sui funghi raccolti da privati che riveste un valore di prevenzione delle patologie correlate al consumo di funghi.

In questo frangente le certificazione per quanto riguarda la Versilia sono tante: ben 39. In questa ideale classifica davanti ci sono soltanto l’area livornese con 81 e quella pisana (unita all’Alta Val di Cecina – Valdera) con 75. I numeri versiliesi sono ben più alti rispetto a quelli della Lucchesia e della provincia di Massa-Carrara. Nel primo caso Valle del Serchio e Piana di Lucca fanno 23 certificazione, mentre mettendo insieme Apuane e Lunigiana si arriva appena a 7. Nel corso dell’ultimo anno messo sotto la lente d’ingrandimento l’Ispettorato dell’azienda sanitaria ha compiuto la solita attività di prevenzione sia per quanto concerne la verifica della commestibilità dei funghi freschi raccolti da privati cittadini, sia per consulenze effettuate nelle strutture di Pronto soccorso degli ospedali del territorio aziendale per l’identificazione delle specie fungine che sono state potenzialmente responsabili di intossicazioni.

L’obiettivo è quello di riuscire a effettuare, nel più breve tempo possibile, una “diagnosi micologica” da presentare al medico per un corretto approccio terapeutico che vada ad influire positivamente sulla prognosi del paziente. L’Asl Nordovest invita a non sottovalutare i rischi e ad avvalersi sempre di consulenze esperte quando ci sono dei dubbi.


 

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