Il Tirreno

Versilia

Aspettando il carnevale

Viareggio, quindici mele giganti disseminate in città: ecco a cosa servono

di Simone Pierotti
Viareggio, quindici mele giganti disseminate in città: ecco a cosa servono

Le installazioni realizzate da carristi e studenti

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VIAREGGIO. A Viareggio è il tempo delle mele. Non nel senso del frutto da mangiare, e nemmeno con riferimento al film che segnò il debutto cinematografico di Sophie Marceau: in città sono spuntate quindici mele di cartapesta firmate da nove carristi del Carnevale e da sei studenti del liceo artistico “Passaglia” di Lucca. Ma le installazioni, simili ai teschi di quattro anni fa, sono solo uno spicchio – è il caso di dire – di un progetto più ampio che prevede un concorso per le scuole, forum per giornalisti, mostre, seminari e incontri sulla sostenibilità.

Il progetto, intitolato “Mela – da simbolo universale a icona di sostenibilità”, è stato presentato ieri mattina ialla Gamc a Palazzo delle Muse in piazza Mazzini: nella Sala Viani è stata allestita la mostra “Mela ride” con bozzetti e foto di carri e mascherate del Carnevale che hanno avuto una mela come soggetto e opere di arte digitale create da pittori, architetti, grafici e designer. La mostra, spiega l’assessora alla cultura Sandra Mei, «è la prima di una lunga serie di iniziative che parte dal nostro palazzo della cultura», mentre per il vicesindaco Valter Alberici queste sono «idee che spingono avanti la città».

Le iniziative nascono dall’incontro fra la Fondazione Carnevale e il critico d’arte e museologo Maurizio Vanni, curatore della mostra alla Gamc che si avvale dell’allestimento dell’architetto Paolo Riani in collaborazione con Laura Mirabelli: «Volevamo qualcosa che raccontasse questo Carnevale che guarda al passato in chiave futura» racconta Marialina Marcucci, presidente della Fondazione.

Ma perché proprio la mela? E perché coinvolgere Riani? «L’ispirazione è arrivata dal “Trittico del Giardino delle delizie” di Hieronymus Bosch e in particolare dall’incontro fra Adamo ed Eva: tutto ha inizio da una mela, lì nasce l’idea – spiega Vanni – in quanto a Riani, è stato un privilegio lavorare con lui: al di là del suo indiscusso blasone, è creativo e al tempo stesso rispettoso della progettualità altrui, caratteristiche non facili da trovare».

Le quindici mele sono costate complessivamente 17mila euro, che comprendono anche il trasporto nelle varie zone di Viareggio: sono state collocate davanti al Comune, in piazza Campioni, in piazza Manzoni, di fronte al Principe di Piemonte e in piazza del Popolo a Torre del Lago. I carristi sono stati selezionati in base alla loro disponibilità: si tratta di Jacopo Allegrucci, Luca Bertozzi, Silvano Bianchi, Marella Sampieri e Massimo Breschi, Umberto Cinquini, Sara Culli, Marzia Etna e Matteo Lamanuzzi, Michelangelo Francesconi ed Elodie Lebigre. Oltre a loro, sei diplomati del liceo artistico di Lucca – Daria Berti, Camilla Ginesi, Caterina Dina Luchi, Alessandro Mattiello, Elena Pietrini e Chiara Romani – selezionati dal professor Giuliano Toma che ha seguito, come coordinatore, il loro lavoro.
 

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