Toscana
Picco dell’influenza in arrivo, al Versilia la Terapia intensiva è in allerta
L’Asl: «Dobbiamo evitare di ingolfare il pronto soccorso»
VIAREGGIO. In grande affanno, con l'attenzione vicina ai livelli di guardia a causa dell’influenza. Per ora, comunque, la programmazione degli interventi chirurgici prosegue senza slittamenti. È la situazione dell'ospedale Versilia a pochi giorni dall'atteso picco influenzale, momento che l’Asl si sta preparando ad affrontare non senza preoccupazioni. In particolare per la disponibilità dei posti letto in terapia intensiva. Questa influenza , infatti, pare essere più aggressiva rispetto a quelle degli anni scorsi. Senza dimenticare che va a sommarsi al Covid.
«Sono e sono stati giorni piuttosto difficili – spiega la direttrice dell'Ospedale Versilia, Lisanna Baroncelli – anche durante le vacanze di Natale. Abbiamo avuto molti casi di persone (e non solo sopra gli 80 anni) con patologie respiratorie, non solo sostenute dal Covid ma anche dal virus dell’influenza. Tanto è vero che ora i pazienti Covid positivi non sono più una grande preoccupazione, lo sono di più quelli con l’influenza che hanno ripercussioni polmonari». Un bruttissimo virus influenzale insomma «come non se ne vedeva da diversi anni –continua la dottoressa Baroncelli – L’impegno dei reparti medici e di quelli della rianimazione è superiore alle nostre attese. Non siamo a un livello critico ma dal punto di vista organizzativo siamo in affanno. C’è un grande sforzo a livello infermieristico e medico, per dare risposte adeguate a questa situazione». Tuttavia, Lisanna Baroncelli conferma che anche nelle ultime festività «abbiamo visto diversi accessi “evitabili” in ospedale. E non è nemmeno sempre colpa dei medici di medicina generale: spesso sono le persone che vengono direttamente al Pronto Soccorso. Un potenziamento della medicina generale gioverebbe all’ospedale».
Altri ospedali, per esempio a Pisa, hanno dovuto spostare interventi chirurgici, ma al Versilia «no. Al massimo, in via cautelativa, sono stati posticipati di alcune ore alcuni interventi programmati su pazienti anziani che poi avevano bisogno della rianimazione nel post-operatorio. Tra l’altro si parla di pochissimi casi, che si contano sulle dita di una mano. Ci auguriamo - se è vero che il picco lo stiamo raggiungendo in questi giorni - di non dover spostare niente». Dovesse peggiorare ancora la situazione però «è ovvio – continua la direttrice – che ci riserviamo qualsiasi aggiustamento organizzativo. Più che altro per i posti letto in terapia intensiva». Per il momento, comunque, l’ospedale Versilia sembra reggere l’urto meglio anche di altre strutture sanitarie: «Sicuramente il nostro ospedale è abituato a razionalizzare fino all’estremo possibile e c’è una grande organizzazione. Poi la nostra area medica, medicina interna e la pneumologia, sanno gestire benissimo i pazienti dal punto di vista respiratorio. Hanno una formazione solida e danno un valido supporto sia al Pronto Soccorso che alla rianimazione. Abbiamo però anche tremato perché c’è stato il rischio di occupare tutti i dieci posti in terapia intensiva che sono a disposizione». In vista del picco influenzale «il nostro timore più grande - conclude Lisanna Baroncelli – è di ingolfare il Pronto soccorso. Se questo si blocca, non riusciamo a dare una risposta adeguata alla grande affluenza di utenza, soprattutto a persone di età avanzata. La paura più grande è non riuscire a far girare le degenze, anche perché chi è ricoverato per un problema respiratorio non lo possiamo mandare a casa velocemente. La nostra attenzione massima è di far girare l’ospedale più o meno alla stessa velocità del Pronto Soccorso. E in questo regime non è semplice, ma stanno facendo tutti un lavoro ineccepibile con un grandissimo carico di lavoro».
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