Gioco
Pietrasanta, lanciano un petardo dentro al ristorante: cuoca accusa un malore e lascia il lavoro
Il titolare del locale: ««È stata una stupida ragazzata, che avrebbe potuto veramente creare problemi più seri»
FORTE DEI MARMI. La mezzanotte che ha segnato il passaggio al nuovo anno è scoccata al Pronto soccorso pediatrico dell’ospedale Versilia per un quindicenne che aveva deciso di trascorrere la serata, insieme ad altri ragazzi, in una abitazione di Vittoria Apuana. Il giovanissimo arriva in ospedale poco dopo le 23, gravemente ferito a una mano a causa dell’utilizzo di un petardo che gli è scoppiato tra le dita ancora prima di essere lanciato.
Secondo la ricostruzione della Questura di Lucca – la polizia di Stato, commissariato di Forte dei Marmi, è stata allertata dal Pronto soccorso nella mattinata di ieri – il quindicenne e i suoi amici non avrebbero maneggiato materiale esplosivo del tipo non consentito.
I ragazzi avrebbero, invece, deciso di mescolare polveri prelevate da botti apparentemente legali, così da creare un altro petardo, ma fai-da-te, e – nelle intenzioni – più potente di quelli che il gruppo i adolescenti aveva a disposizione per la serata.
Quando il 15enne lo ha acceso e ha fatto per lanciarlo – così la prima ricostruzione – l’oggetto gli sarebbe esploso in mano. Causando lesioni gravissime all’arto.
Chiamati i soccorsi, la Centrale operativa 118 ha inviato l’ambulanza che ha trasportato il giovanissimo ferito al Pronto soccorso pediatrico dell’ospedale Versilia, con codice rosso.
Il 15enne ha avuto necessità di essere sottoposto a un intervento chirurgico, nella mattinata di ieri, a causa della gravità delle ferite riportate. L’ordigno artigianale, infatti, gli ha provocato l’amputazione delle falangi distali (falangette) di due dita di una mano.
A Pietrasanta
Il rintoccare della mezzanotte ha appena finito di risuonare quando un gruppetto di ragazzini non trovano di meglio da fare che scaraventare dei petardi all’interno di un ristorante del centro cittadino.
E, peggio ancora, decidono di gettarli – attraverso una piccola finestra – fin dentro lo spogliatoio del locale dove si trova, in quel momento, una cuoca.
Il deflagrare dei petardi, forse anche per le dimensioni contenute della stanza, è devastante: la donna accusa un malore. È confusa, con un forte senso di stordimento, ha mal di testa.
Alcuni colleghi, impegnati nel servizio legato al cenone di fine anno, la soccorrono. Altri corrono fuori e raggiungono i ragazzi: e si trovano davanti a giovanissimi di non più di 15 -16 anni.
La cui strafottenza iniziale lascia in fretta il posto al timore di qualche conseguenza. La reprimenda degli adulti, a livello verbale, è dura e senza sconti. E al gruppetto non resta che chinare la testa e allontanarsi.
Nel frattempo, la cuoca si riprende e decide di non recarsi al Pronto soccorso. Conclude, però, il proprio turno di lavoro e torna, amareggiata, a casa.
«È stata una stupida ragazzata», sono le parole del titolare del ristorante, «che avrebbe potuto veramente creare problemi più seri. Penso solo al materiale potenzialmente infiammabile che si trova in alcuni ambienti, e ancora alle conseguenze fisiche sui nostri dipendenti. Non ci sarà alcuna denuncia: ci siamo limitati solo a una sgridata. Anche se certe azioni rischiano, a prescindere dall’età degli autori, di farti perdere il controllo. Il divertimento va bene, l’idiozia come in questo caso, a danno di altre persone e cose, non è accettabile. Nel modo più assoluto».
Le ordinanze
In Versilia, i Comuni di Camaiore e Massarosa hanno emanato le ordinanze per regolamentare l’utilizzo dei “botti” tradizionali a Capodanno, che rimangono in vigore fino al 7 gennaio. E proprio da Pietrasanta era arrivato, sul finire dell’anno, l’appello congiunto del sindaco, Alberto Giovannetti, e dell’assessore all'ambiente, Tatiana Gliori: «Rinunciare a esplodere giochi pirotecnici significa garantire una notte di serenità alle persone più anziane, ai bambini e agli animali, tutti particolarmente sensibili a rumori improvvisi e assordanti che possono arrivare a compromettere la loro salute anche in modo grave».
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