Gioco
Ex inceneritore a Pietrasanta:, parte la demolizione, piano da 3 milioni per fare spazio al verde
L’annuncio del sindaco per gli auguri ai dipendenti: «Via anche i due camini»
PIETRASANTA. Dopo qualche proclama di troppo, poi disatteso, sembra finalmente esserci una tempistica certa per l’abbattimento dell’ex inceneritore di Falascaia.
«Inizieremo la demolizione entro la fine del mese di gennaio. Demolizione che includerà anche i due camini», mette a verbale il sindaco Alberto Giovannetti durante il tradizionale scambio di auguri con i dipendenti comunali andato in scena, ieri mattina, in municipio. Dell’abbattimento dell’inceneritore, come da premessa, si parla infatti da tempo: in ordine cronologico l’ultima data “ufficiosa” del via libera ai lavori dalle parti del Pollino era stata quella dei primi mesi del 2022. Quasi due anni dopo l’impianto invece è sempre lì, come a monito di un passato che non dovrà più riproporsi vista la scia, di denunce, inchieste e manifestazioni di protesta che hanno caratterizzato il periodo, nefasto per la comunità, dell’inceneritore in terra di Pietrasanta.
Radere al suolo l’impianto costerà, ovviamente, non poco: la stima prevista è di poco inferiore a 3 milioni di euro. Più esattamente 2 milioni e 800 mila euro fra primo e secondo lotto prendendo a riferimento il progetto approvato a suo tempo dal Consorzio Ambiente Versilia con il “pass” di Arpat e che non si limita alla demolizione degli impianti, ma include anche i fabbricati.
Una volta completata l’opera – nel contesto c’è anche la questione della bonifica con interessamento del ministero dell’Ambiente – si potrà quindi cominciare a pensare anche al dopo e in particolare alla riconversione del sito in zona verde e agricola.
Riconversione che prevede giardini pubblici e percorsi ambientali: scenari suggestivi, ma, visto quanto accaduto in questi anni, è sempre meglio procedere con cautela. L’ex inceneritore di Falascaia, come si ricorderà, era entrato in funzione dopo un periodo di “prova” nel 2003 bruciando il combustibile da rifiuti per poi proseguire l’attività fino alla chiusura definitiva, imposta dal giudice, nel 2010 e al successivo intervento della magistratura sfociato in un processo. Sullo sfondo le battaglie dei cittadini e in particolare del Comitato per la salvaguardia e la tutela della Versilia: 40 anni, come detto, di denunce, di dolore e rabbia, anche perché prima ancora dell’inceneritore, l’aria del Pollino era stata “attraversata” dai fumi del cosiddetto “bruciatore” dei rifiuti a cavallo degli anni ’80.
Un impianto che resta nella memoria di molti pietrasantini e in particolare di quelli con casa in zona Pollino.
La storia, come è giusto che sia, non si cancella, ma dare il via in tempi brevi al “recupero” dell’intera area è quanto meno un preciso dovere di chi amministra.
Da qui l’impegno del sindaco Giovannetti di fronte alla sua comunità, ben sapendo cosa ha rappresentato, per la città l’inceneritore «L’operazione sarà fatta: i cittadini possono stare tranquilli» ha ripetuto più volte il primo cittadino.
Adesso non resta che attendere il giorno dell’inizio dei lavori.
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