Gioco
In Versilia rimane sfitta più di un’abitazione ogni tre
In tutti i comuni percentuale di case vuote superiore alla media nazionale. Il sindacato Sunia: necessario aumentare la tassazione sugli affitti brevi
VIAREGGIO. Su 109.733 abitazioni in Versilia, ben 38.272 sono sfitte, il 35 per cento. Un dato rilevante viste le difficoltà che tante persone riscontrano nel cercare una casa in affitto. Secondo il rapporto basato su dati Istat di Openpolis – fondazione senza scopo di lucro che promuove progetti per la trasparenza e la partecipazione democratica – il 27,2% delle abitazioni in Italia non è permanentemente occupato ma il dato varia da regione a regione e da comune a comune. Se consideriamo i sette della Versilia, in alcuni casi, la percentuale schizza alle stelle.
Da Stazzema a Massarosa
Stazzema e Forte dei Marmi, anche se per motivi ovviamente diversi, ricoprono i primi due posti della classifica. Nel comune collinare dell’alta Versilia sono più le case sfitte che quelle stabilmente occupate. Su un totale di 3.532 abitazioni, 2.181 sono vuote contro le 1.351 abitate, registrando una percentuale del 61,7%. Forte dei Marmi si posiziona poco sotto. Su un totale di 8.493 case, 5.135 sono quelle non occupate e 3.358 quelle occupate, per una percentuale pari al 60,5%. La terza posizione, invece, spetta a Pietrasanta: su un totale di 18.196 abitazioni, 7.932 sono sfitte o non permanentemente occupate (43,6%), contro le 10.264 abitate. Poco sotto troviamo Camaiore con una percentuale del 37,4%: su un totale di 22.303 abitazioni, 8.343 sono non occupate e 13.960 quelle occupate. Scendendo nella classifica incontriamo Seravezza: l’altro comune collinare dell’alta Versilia rispetta all’incirca la media nazionale con un 27,5%. In questo caso, su un totale di 7.472 case, 2.058 sono quelle sfitte contro le 5.414 occupate. Penultima posizione per il comune di Viareggio che, essendo il più popoloso della Versilia, ha anche il maggior numero di abitazioni. Su un totale di 38.806, 10.627 sono sfitte (27,4%) e 28.179 quelle occupate. A coprire l’ultima posizione della classifica è Massarosa con una percentuale altamente al di sotto della media nazionale, solo il 18,3%: su un totale di 10.931 abitazioni, 8.935 sono abitate e 1.996 no.
Quasi zero da affittare
Se confrontiamo questi dati con la reale offerta di case in affitto qualcosa non torna. Infatti, nonostante il gran numero di abitazioni disponibili, quelle in mano alle agenzie immobiliari da poter locare sono quasi pari a zero. Mettendo così in enorme difficoltà le tante persone, soprattutto giovani, che vorrebbero vivere in Versilia con un contratto d’affitto. I motivi che concorrono a delineare questa situazione sono molteplici. «Il dato delle case sfitte – spiega il segretario provinciale Sunia della Cgil, Stefano Cristiano – si consolida da anni, registrando ormai numeri eclatanti nella maggior parte dei territori. Davanti a questa situazione, sarebbe necessaria una vera e propria ricognizione di tali immobili. Capire con precisione quelli che sono sfitti, quelli che sono affittati senza regolare contratto, quelli che sono affittati con contratti transitori, quelli all’asta e quelli che sono utilizzati solo per le vacanze al mare».
Le case popolari
Intanto, però, in molti rimangono senza casa e sono in lista per poter accedere al patrimonio immobiliare pubblico. «Stiamo concludendo in questi giorni – aggiunge Cristiano – il bando per le case popolari in Versilia. È una fiumana di gente. Magari anche persone che potrebbero pagarsi regolarmente un affitto ma non riescono a trovare una sistemazione. Conosco situazioni di madri con figli che si ritrovano a dover pagare quote a nero e che non vogliono essere aiutate dal sindacato per la paura di perdere la casa. Sono sotto ricatto».
Svantaggi fiscali
Molti proprietari preferiscono affittare nel periodo estivo, magari attraverso le piattaforme leader nelle locazioni brevi come Airbnb. «Se la politica – continua – non si decide ad aumentare notevolmente le tasse sugli affitti brevi rispetto a quelli pluriennali, è normale che un proprietario preferisca continuare a guadagnare di più con i turisti che soggiornano solo per pochi giorni e che rappresentano un minor rischio. Ma qui siamo di fronte a un grosso problema di carattere sociale. E visto che esiste un patrimonio edilizio inutilizzato, le amministrazioni pubbliche dovrebbero farsene carico, magari interfacciandosi con gli istituti di credito per fare in modo che venga concessa una casa a tutti. Questa dovrebbe essere la priorità, ma così non è. E allora, poi, ci scandalizziamo davanti alle occupazioni abusive».
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