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La Versilia cerca medici di base: entra in servizio chi sta ancora studiando

di Donatella Francesconi
La Versilia cerca medici di base: entra in servizio chi sta ancora studiando

Molti professionisti sono passati a 1.800 pazienti. Il coordinatore Squillace: «Strozzati dalla burocrazia e con troppe persone da seguire»

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VIAREGGIO. Medico di base sempre più rebus, in Versilia per il cittadino/paziente, tra appuntamenti da prendere attraverso i sistemi informatici, rare visite a domicilio, contratti non rinnovati al professionista di fiducia. L’Asl Toscana Nord Ovest aveva pubblicato un bando che puntava a coprire 25 posti nel 2023: solo 5 o 6 medici hanno risposto. E per avere un quadro completo della situazione bisognerà attendere, spiega la Asl al Tirreno «l’inizio della primavera 2024». Nel frattempo, «negli ultimi mesi sono entrati due nuovi medici di medicina generale e sono cambiate un po’ le condizioni, grazie anche al fatto che molti medici hanno accettato un massimale maggiore (da 1.500 a 1.800 assistiti). Inoltre, si è in attesa di sapere quanti medici “corsisti” potranno entrare in convenzione».

Alessandro Squillace, coordinatore dei medici di base della Versilia, lo dice chiaro: «Nella Versilia Nord i colleghi sono tutti a quota 1.800 pazienti. Non ce la fai a guardarli tutti». In una situazione così data: «Per diventare medici di base serve un corso triennale, al termine del quale si sostiene un esame finale e viene rilasciato il titolo che permette di lavorare. Attualmente, anche chi sta facendo ancora il corso (i “corsisti della riposta Asl, ndr) può avere fino a mille pazienti. Se la Asl non trova nessuno, si crea un bando in cui per sei mesi/un anno viene accettato alla professione anche chi non ha i titoli essere medico di famiglia. È chiaro che si tratta di un incarico a scadenza, provvisorio». Insomma, nessuno rimane senza medico – conferma la Asl – ma può capitare di trovarsi in situazioni precarie.

Oltre all’incognita dei numeri, i pazienti impattano nel sistema delle visite sempre più su appuntamento e – contemporaneamente – sempre meno a domicilio, nelle difficoltà a reperire il proprio medico, nel grande rebus dell’informatica applicata alla salute.

«Abbiamo vissuto un cambio complesso, nella medicina», sono le parole di Squillace, «legato in parte all’invecchiamento della popolazione che comporta un aumento delle patologie croniche. Siamo passati dal trattare problematiche acute, al dover seguire una gran numero di pazienti cronici. Insieme, abbiamo avuto un’esplosione della burocrazia. Basti pensare che moltissime prescrizioni di farmaci sono legate a note ben precise che ne limitano la prescrittibilità. Il paziente deve rientrare in certe caratteristiche definite, altrimenti niente prescrizione. E a inizio 2024 accadrà lo stesso per gli esami: il medico dovrà indicare quei tre/quattro motivi possibili per prescriverli». Un cambiamento, continua Squillace, «che ha modificato il modo di lavorare del medico di famiglia. Mentre visito, in un quarto d’ora potrei ricevere anche 5/6 telefonate alle quali non posso rispondere. Per non parlare dei messaggi whatsapp. La nostra è una professione bellissima, uccisa dalla burocrazia e trasformata dal cambiamento delle patologie».

Una professione in cui «il tempo a disposizione è sempre lo stesso, ma abbiamo mille obblighi, il che taglia la possibilità di andare a domicilio. La visita a casa c’è sempre stata e continua a esserci, ma da contratto è prevista solo in caso di pazienti non trasferibili. È sempre stato così: ma i medici, avendo più tempo, andavano volentieri».

Per quanto riguarda l’accesso al medico mediante sistemi informatici, Squillace ricorda: «Il nostro contratto indica come preferibile che all’ambulatorio si acceda su appuntamento. L’importante è la massima disponibilità verso i pazienti: in qualche modo il medico deve riuscire a far prendere loro l’appuntamento, altrimenti non ha senso. In un mondo tutto informatico, certo chi è più anziano si trova in difficoltà. Bisogna adattarsi, con l’aiuto di figli o parenti. E le associazioni di volontariato potrebbero mettere su qualcosa per aiutare».


 

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