Gioco
Addio Alessandro Martignoni, nel ’63 in mare fu tra i soccorritori con Del Chiaro
Viareggio: medaglia di bronzo al valore civile, non ha mai saltato la messa in memoria dell’amico
VIAREGGIO. Nel giro di tre settimane è deceduto in seguito, a un malessere che è andato sempre più peggiorando, Alessandro Martignoni, 78 anni, viareggino, confratello della Misericordia che si era trasferito a Firenze per lavoro e per vivere con quella che poi è diventata sua moglie, conosciuta al bagno Colombo a Viareggio. Martignoni, quando aveva appena 18 anni, è stato protagonista di un episodio che ancora oggi sconvolge chi l’ha vissuto in prima persona e chi ne è venuto a conoscenza. È il 21 agosto 1963 quando due turisti stranieri si trovano in difficoltà in mare. Dalla sede della Misericordia parte la squadra dei soccorritori: oltre a Martignoni ne fa parte anche Giuliano Del Chiaro, 17 anni. La scena sulla spiaggia di Levante è drammatica: sulla battigia i bagnanti si disperano per l’apparire e sparire tra i flutti dei due malcapitati. La sola soluzione praticabile – viene deciso – è quella della “cordata umana” che si allunghi in mare fino a raggiungere i due turisti. Giuliano Del Chiaro si pone coraggiosamente alla testa. Nel primo tentativo riesce a salvare uno dei due turisti. Nel secondo, la sorte gli è avversa: sarà l’ultima volta che venne visto vivo. Un gorgo lo porta lontano e vani sono i pur meticolosi tentativi di ritrovarlo. Il mare ne restituisce il corpo due giorni dopo. Nella circostanza si segnalò, per il suo valore anche il giovane Martignoni che ricevette la medaglia di bronzo al valore civile. A Giuliano, il presidente della Repubblica concesse la medaglia d’oro al valore civile e alla memoria “per il mirabile esempio di nobile altruismo spinto fino all’estremo sacrificio”. A lui – valido portiere che giocava nel Prato – è stato intitolato il campo scuola in Darsena.
Maurizio Del Chiaro, fratello di Giuliano, ricorda il giorno che ha segnato tragicamente la propria famiglia: «Ero più piccolo di lui, ma frequentavo anch’io la Misericordia e andai come tutti a seguire le fasi del drammatico salvataggio. Giuliano riuscì a portare in salvo uno dei due bagnanti. Poi un’ondata lo spinse via e lo rivedemmo due giorni dopo al Molo, quando il mare restituì il suo corpo senza vita».
La signora Maria Grazia è la moglie di Martignoni: «Ci siamo conosciuti nel periodo estivo, ed ero a Viareggio il giorno in cui fu ritrovato il corpo di Giuliano. Anche per noi è stata una tragedia: mio marito, anche se è venuto a vivere Firenze a lavorare in banca alla ex Cassa di Risparmio, è rimasto legato a Viareggio dove era nato. In agosto si ritrovava con gli amici della Misericordia per una cena e non è mai mancato alla Messa che il 21 agosto la Misericordia fissa in ricordo di Giuliano».
La moglie di Martignoni ricorda il malore che ha colpito il marito: «Nel giro di tre settimane è scomparso. Era andato a prendere nostra nipote a scuola, quando è tornato a casa ha detto di non sentirsi bene. Siamo andati in ospedale e da quel giorno è peggiorato fino al decesso. Per suo desiderio, una volta cremato le ceneri verranno ospitate nel cimitero di Torre del Lago dove sono tumulati i genitori e altri parenti». Oltre la moglie Maria Grazia, Martignoni lascia le due figlie Martina, Chiara e i nipoti. Alla famiglia giungano le condoglianze anche da parte della Misericordia di Viareggio.
Lo si può salutare nelle sale espositive dell’ospedale Santa Maria Annunziata di Bagno a Ripoli, oggi dalle 8 alle 19 e lunedì dalle 8 alle 14. La famiglia invita a non portare fiori, ma a donare per Emergency.
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