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Viareggio, Piazzone: ora i lavori sono in forse

di Donatella Francesconi
Viareggio, Piazzone: ora i lavori sono in forse

Il privato chiede un contributo maggiore al Comune: «Non siamo nella condizione di iniziare l’intervento»

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VIAREGGIO. Mercato di piazza Cavour cuore del degrado, in pieno centro città, e il futuro si fa scuro: «Non siamo in condizione di iniziare i lavori», dichiara al Tirreno Francesco Tognetti, presidente della Mercato Srl, società concessionaria del Piazzone. «La fase uno», continua Tognetti, «prevede che i chioschi siano ricollocati, così che il Piazzone sia libero per i lavori. Che non possono girare intorno ai chioschi». Ma non è solo la ricollocazione dei chioschi che la Soprintendenza ammette in piazza Cavour ma nella misura minima di sei a complicare le cose.

I nuovi conti

Così il concessionario privato, già lo scorso mese di settembre, ha presentato al Comune di Viareggio una nuovo Piano economico finanziario del progetto di recupero del Piazzone che prevedeva un aumento importante del contributo dell’Ente pubblico. Contributo fissato in fase di accordo raggiunto per il project-financing a 765mila euro. «Ci siamo messi al lavoro», racconta ancora Tognetti, «per limare tutti i costi di un Piano economico finanziario che ha visto un aumento del 30% della spesa edilizia, come accade da un po’ di tempo per tutti i progetti di questo settore. A questo aumento, per noi si aggiunge la riduzione di incassi perché i fondi si sono ridotti e perché non ci sono più i chioschi». il riferimento è al via libera al progetto dato dalla Soprintendenza che non ha accolto tutte le richieste del concessionario privato, ma anzi ha operato tagli importanti».

Al lavoro per limare tutte le voci del capitolato, sono ancora le parole di Tognetti, «abbiamo lavorato sulla modifica dei materiali e della tipologia di lavorazioni, pur mantenendo la qualità finale dell’intervento. E abbiamo aumentato un po’ la percentuale di rischio d’impresa». Così da presentare al Comune un nuovo Piano economico finanziario (Pef) che prevede ancora un aumento del contributo dell’Ente pubblico, ma minore rispetto alla proposta depositata a settembre. Consapevoli che il nuovo Piano economico «non prevede i chioschi e, in questa condizione a livello di incassi ha difficoltà a stare in piedi».

Il rebus chioschi

L’ipotesi di posizionare i chioschi nei tronconi di strade pedonali tutto intorno al Piazzone, rende noto Tognetti, «non è piaciuta al Comune». E, al momento, un’altra soluzione non c’è. Se non quella originaria, di spostare i chioschi all’ex Gasometro, da tempo parcheggio: «Ipotesi impraticabile dal punto di vista commerciale, così come quella ventilata di portarli in pineta. L’operazione regge con i chioschi nel raggio di 400 metri al massimo rispetto a piazza Cavour».

Tempi più lunghi

Con la nuova proposta di Piano economico finanziario per il Piazzone si apre un nuovo iter: «Vi sarà un primo incontro informale», così la previsione di Francesco Tognetti, e poi tornerà a riunirsi il tavolo di coordinamento, probabilmente nelle prime settimane di gennaio». I tempi si allungano, dunque, mentre in città la domanda che rimbalza è sempre la stessa, giorno dopo giorno: «Ma il Piazzone?». Domanda ancora più pressante visto che ogni giorno i pochi commercianti rimasti valutano se rimane o no, e più di uno ha deciso di chiudere i battenti.

Che la situazione sia seria lo dicono le stesse considerazioni del presidente della Mercato Srl: «Abbiamo sparato tutte le cartucce. E perdiamo ogni giorno qualche operatore in un’area, quella di piazza Cavour, che appena cala la sera diventa terra di nessuno. Il nostro negozio storico di via Battisti è l’unico della catena che chiude prima. Proprio per il luogo in cui si trova».

La considerazione finale è da brividi per i cuori che sperano nel recupero della zona, per chi ci lavora ma anche per chi ci vive: «Se non troviamo una soluzione non so davvero dove si possa atterrare».

I numeri della gara

La gara per il recupero del Piazzone è datata 2020 (ma al progetto l’amministrazione Del Ghingaro ha lavorato dal 2017) la stima dei costi per la ristrutturazione è pari a 6 milioni e 489mila euro. Il valore stimato del contratto, è di 48 milioni e 497.888 euro, importo derivato dal totale dei ricavi, per l’intera durata della concessione. La durata del contratto è di 40 anni a decorrere dalla data della sua sottoscrizione.


 

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