La protesta
Una macchina in regalo a Mia: ora muoversi per lei sarà più facile
I soldi per acquistare il veicolo sono stati raccolti dall’associazione “Uniti si può”. I genitori della bambina disabile: questo mezzo migliora del 99% la nostra vita
QUERCETA. Quella di Mia e della sua famiglia è una piccola grande storia di amicizia, solidarietà. E di condivisione. Che fa bene al cuore e attenua quella percezione di indifferenza che sembra aggrovigliarsi, sempre più spesso, intorno al nostro vivere quotidiano.
Mia ha 11 anni e fin dalla nascita convive con una grave disabilità. Ieri mattina, nel piazzale che fa da cornice alla Croce Bianca di Querceta, ai genitori della bambina è stato donato un mezzo attrezzato che consentirà a Mia di essere accompagnata, in sicurezza con la propria carrozzina, a fare terapia, scuola o una semplice girata con la famiglia. Quel mezzo, costato 40mila euro, era il sogno di mamma Elena e babbo Claudio, ma appunto il suo costo rendeva impossibile anche solo immaginarlo.
«Poi il fisioterapista Antonio Viti, che non smetteremo mai di ringraziare, si è messo in moto, ha contattato l’associazione “Uniti si può Marco Luisi”e da quel momento, era la primavera scorsa, si è innescata una catena di solidarietà umana che ha coinvolto tutta una comunità. Non possiamo che abbracciare tutti per quanto fatto: questo mezzo migliora del 99% la nostra vita a supporto di ogni spostamento con Mia. Prima dovevamo arrangiarci con una macchina come tante, dove Mia con la carrozzina fin quando è stata piccola comunque stava abbastanza bene. Poi, crescendo, tutto si è complicato: disagi, scarsa sicurezza, tanti problemi. Oggi per Mia e per la sua famiglia è un giorno bellissimo: grazie» è il sussurro dei genitori della bambina mentre tutto intorno ci sono sorrisi, abbracci, voglia di dare.
«Il motore di questo progetto è stato Antonio Viti: ci ha contattato, ha messo in piedi una serie di iniziative e noi abbiamo fatto il nostro. Va ringraziata anche l’associazione nel nome di Francesco Ticci, la Banca Versilia Lunigiana Garfagnana e tutti coloro, tanti veramente, che hanno contribuito a realizzare questo progetto» fanno sapere i referenti di Uniti si può, l’associazione da anni in prima fila a supporto delle diverse iniziative sociali sul territorio. Nel divenire degli ultimi mesi ci sono state cene, aste (hanno dato un contributo anche il calciatore del Monza Giulio Donati e la Nazionale cantanti – il passaparola fra le contrade. E ovviamente non si sono tirati indietro i genitori di Mia che hanno venduto l’auto di famiglia per raccogliere quella residua parte di denaro mancante per far sì che il mezzo con la pedana e tutti gli optional necessari per muoversi in sicurezza, arrivasse ieri mattina a Querceta. E sempre ieri mattina dopo le parole dell’assessore al sociale Stefano Pellegrini e la benedizione di don Giuseppe c’è stato anche un momento di festa, di calici sollevati al cielo, ancora di sorrisi intorno a Mia. Perché una comunità, agendo nel silenzio, è andata oltre le parole, oltre l’indifferenza realizzando un sogno. E quella stessa comunità, facendo del bene a Mia e ai suoi cari, alla fine ha fatto del bene anche a se stessa.
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