Italia
Massarosa, mamma contro i bus strapieni: «Mio figlio lasciato a piedi»
Per due volte l’autista non si è fermato a causa dei posti esauriti
MASSAROSA. Per due giorni di fila, martedì e mercoledì, uno studente che abita a Piano del Quercione è stato lasciato a piedi dall’autobus di linea proveniente da Lucca e diretto a Viareggio, nell’orario tra le 7, 10 e le 7, 20. A segnalare il fatto al Tirreno è la mamma del ragazzo, Anna Malfatti, che già l’anno scorso ebbe un problema analogo. «Mi dispiace dover constatare questa situazione che si è ripetuta ancora – dice – con il cambiamento delle condizioni meteo infatti chi utilizzava lo scooter, compreso mio figlio, adesso preferisce spostarsi in autobus, soprattutto la mattina e così aumentando il numero dei passeggeri è emerso subito il problema che già si era verificato l’anno scorso».
Allora era stato risolto: «Andai in piazza D’Azeglio per far presente al personale il disagio che si era creato, con mio figlio ed altri ragazzi che non venivano caricati. Il numero dei passeggeri sull’autobus era al massimo consentito, quando arrivava a Piano del Quercione, e per questione di sicurezza ed anche assicurativa il conducente non si assumeva la responsabilità di far salire i ragazzi. Mi fu risposto, nonostante la mia segnalazione, che secondo loro, non si erano verificati disservizi. Attraverso il vostro giornale resi pubblico il problema e devo dire che poi in seguito la situazione si è normalizzata. Martedì mio figlio è stato costretto ad andare a scuola in scooter: frequenta l’Istituto tecnico “Carlo Piaggia” in Darsena a Viareggio. Ci sono rischi nel percorrere la via Sarzanese anche via di Montramito e via Coppino in Darsena, che la mattina a quell’ora è davvero transitata. Ieri visto che pioveva l’ho accompagnato in auto. Abbiamo già fatto l’abbonamento, quindi auspichiamo che venga utilizzato magari un autobus più grande – conclude la mamma – a quell’ora ne passano tre, ma è stato dimostrato nei due giorni in cui si è verificato il problema, che non sono sufficienti per poter caricare tutti gli studenti. Ecco perché questo problema va affrontato adesso».
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