Sicurezza
Vigilessa morta in auto a Camaiore. La Procura: «Il marito si è schiantato per ucciderla»
Il gup affida l’incarico al dottor Petracca: udienza aggiornata al 13 novembre
CAMAIORE. L’accertamento peritale disposto dal gup Antonia Aracri (Tribunale di Lucca) – che ha formalizzato l’incarico allo psichiatra viareggino Alberto Petracca – dovrà rispondere ai seguenti quesiti: se Daniele Mazzolini era capace di intendere e volere il 9 ottobre 2022, al momento in cui si mise alla guida della sua auto in evidente stato di ebbrezza andando a schiantarsi contro un albero e provocando la morte della moglie, Anna Lucarini, 58 anni, agente della polizia municipale di Pietrasanta che un mese prima aveva manifestato l’intenzione di separarsi da lui; se lo stesso Mazzolini è capace di stare in giudizio; e se si tratta di un soggetto con una pericolosità sociale.
L’udienza è stata aggiornata al 13 novembre per la nomina dello psichiatra versiliese, il quale avrà dai 60 ai 90 giorni di tempo per rispondere al quesito.
Per il sostituto Procuratore Sara Polino (Procura di Lucca), l’imputato è accusato di omicidio volontario aggravato dal legame di parentela e in un quadro di maltrattamenti in danno della figlia e della moglie. E nella prima udienza camerale c’è stata la costituzione di parte civile di figlia, sorella, cugino e nipote della vittima, assistiti dall’avvocato Adele Boris.
Daniele Mazzolini, difeso dall’avvocato Luigi Pace di La Spezia, non era presente in aula.
La vicenda risale a un anno fa, quando la macchina con al volante l’imputato – che era in stato di ebbrezza alcolica – mentre stava percorrendo la statale Sarzanese avrebbe sterzato all’improvviso dirigendosi verso un albero che si trovava al lato opposto a quello della corsia di marcia.
L’incidente provocò il decesso immediato della moglie, residente a Capezzano Pianore come il marito.
Nel sinistro, anche Mazzolini rimase ferito e fu ricoverato in ospedale. La Procura, dopo indagini durate un anno e che hanno tenuto conto delle dichiarazioni della figlia che ha raccontato di vessazioni e maltrattamenti con la volontà della madre di separarsi che non era stata accettata dal coniuge, ha chiesto il rinvio a giudizio per omicidio volontario aggravato dal legame di parentela e maltrattamenti.
In sostanza, per il pm l’indagato si sarebbe messo al volante con il chiaro intento di provocare l’incidente e uccidere la moglie. E forse togliersi lui stesso la vita, in quanto nello schianto contro l’albero Anna Lucarini morì per insufficienza respiratoria grave in seguito al trauma toracico e alle fratture riportate, ma anche Mazzolini riportò gravi lesioni che resero necessario il suo ricovero in elicottero all’ospedale Cisanello. Una gravissima ipotesi di reato per niente facile da dimostrare.
La perizia disposta dal gup sicuramente aiuterà a sciogliere il dilemma e a capire se Mazzolini dovrà essere rinviato a giudizio per quel reato – come richeisto dalla Procura – o se la sua posizione verrà archiviata e gli atti rinviati in procura per la formulazione di un nuovo capo d’imputazione.
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