Lutto
Viareggio, i residenti: «L’asse sia vera strada anti traffico». Parla chi vive e lavora nel quartiere
Claudio Puosi per gli “Amici della Darsena”. «Limitante il progetto del Comune»
VIAREGGIO. Continua a far discutere la decisione dell’amministrazione comunale di un asse di penetrazione a Sud dello stadio come nuova viabilità solo per gli yacht e utilizzabile dai cittadini solo in bicicletta o a piedi. Agli ambientalisti che sabato hanno sfilato per le strade della città per dire no anche a questa scelta progettuale, il sindaco Giorgio Del Ghingaro – tramite Facebook – dice: «Noi faremo quella strada perché è indispensabile, perché non deturpa proprio nulla, perché vogliamo sviluppare ulteriormente l’appeal delle nostre industrie nautiche, per mantenere e creare nuova occupazione, per dare qualità allo sviluppo della città. Abbiamo previsto e approvato tutti gli strumenti urbanistici necessari e tra pochi giorni daremo il via al progetto, augurandoci che la Regione Toscana, come promesso, sia al nostro fianco per i finanziamenti».
Nella Darsena, però, desta preoccupazione la decisione presa di realizzare una strada chiusa da pilomat e aperta solo previe ordinanze comunali, per un progetto – così le parole dell’assessore Federico Pierucci – «che rispetta tutti i regimi vincolistici dell’area».
Claudio Puosi, presidente della associazione “Amici della Darsena” che riunisce realtà imprenditoriali del quartiere legate da molti anni alla Darsena, insieme a soci che nella zona o lavorano o vivono, afferma: «Così come da progetto dell’amministrazione comunale è un’opera non all’altezza delle aspettative e molto, molto limitante. Dare uno sbocco ai cantieri per il trasporto delle barche è giusto e importante perché i cantieri danno lavoro a tante persone e la Darsena rappresenta una fetta di Pil consistente nell’economia viareggina. Ma visto che la nuova viabilità sarà realizzata con soldi pubblici, allora la strada deve servire a tutti i cittadini». Con lo scopo di «decongestionare il traffico della Darsena, soprattutto quello pesante. Specialmente la mattina presto per entrare in Darsena, a volte ci vogliono 40 minuti e per uscire altrettanti. Per non pensare a cosa può accadere in termini di sicurezza in caso di blocco del traffico».
Insomma, ribadisce Puosi, «prima di tutto va risolto il problema del traffico. C’è una pericolosità reale e c’è urgenza di abbattere l’inquinamento». Infine: «Personalmente non ho la capacità tecnica di valutare altre soluzioni, ma sicuramente – siccome non è un’opera trascurabile dal punto di vista dell’impatto ambientale – se ci sono soluzioni che comportano altri tracciati possibili mi chiedo se siano state prese in considerazione».
Dall’asse alla visione complessiva dello sviluppo della Darsena e della sua riorganizzazione, tema che molto sta a cuore a Puosi e alla associazione che presiede: «Bisognerebbe cercare di vedere la Darsena nella prospettiva dei prossimi vent’anni, come un moderno quartiere degno di una città europea, cosa che non è».
Perché questo sia possibile «occorre che si venga a capo della Variante al Piano regolatore portuale, ferma al 2019. I cantieri hanno bisogno di spazi. Sono costretti ad andare fuori Viareggio penalizzando l’occupazione locale. È necessario fare un Piano che sia all’altezza della città e risponda alle esigenze degli imprenditori. Tanto per fare un esempio, cercando di capire bene cosa si vuole fare del Triangolino che è un’area immensa».
Puosi indica quello che ritiene lo strumento-base per affrontare e risolvere i problemi della Darsena portuale: «Serve dialogo. C’è bisogno di pacificazione, queste contrapposizioni tra opposte fazioni per esempio sulla nomina per l’Autorità portuale non servono. Paolo Barsacchi apparteneva a uno schieramento politico, ma ascoltava tutti e aveva creato un senso di comunità. Quello che manca adesso a Viareggio. Io spero che all’orizzonte si affacci qualcuno come era Barsacchi, il quale sapeva fare politica ma sapeva dialogare con tutta la città. Questo mi auguro per Viareggio, indipendentemente dagli schieramenti politica».
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