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Commerciante si arrende dopo 25 anni. Camaiore: «Qui la gente passa senza fermarsi»
Cristiano tira giù per sempre la saracinesca della sua cartoleria. Già iniziata la ricerca per garantire un futuro al fondo a pochi metri da piazza San Bernardino: «Non sarà semplice, le politiche commerciali nazionali, regionali e anche a livello comunale non favoriscono lo sviluppo, ci sono poche agevolazioni»
CAMAIORE. «A Camaiore purtroppo manca ancora il passeggio delle persone. La gente arriva, si ferma a mangiare in qualche ristorante e poi se ne va subito. Manca la fase del tardo pomeriggio, quella per intenderci che anticipa l'ora dell'aperitivo». A parlare così è Cristiano Domenici, commerciante camaiorese e titolare della cartoleria Domenici di via Vittorio Emanuele nel centro storico di Camaiore, a pochissimi metri da piazza San Bernardino. Una considerazione che fa mentre spiega i motivi che lo hanno spinto alla decisione di chiudere la sua attività dopo circa 25 anni di storia. Una scelta dolorosa e decisa ormai da settimane, che “regala” al centro storico l’ennesimo fondo commerciale sfitto. Un problema che non accenna a registrare un'inversione di rotta.
«La decisione di chiudere – racconta Cristiano – è stata presa per un insieme di situazioni, anche se la spinta decisiva è stata quella di aver preso la rappresentanza di un’azienda per cui lavorerò su molte province. Devo dire che la cosa mi appassiona molto. Alzare la serranda comunque è diventato sempre più difficile, le spese sono moltissime, a cominciare dalle tasse indicibili che il Governo ci impone sul personale». La cartoleria Domenici «l’ho aperta alla fine degli anni ’90 dopo aver terminato l’università, sviluppando principalmente la fornitura d'ufficio. All'epoca rilevai un Buffetti, poi ho messo il materiale scolastico e infine, piano piano, ho trasformato l'attività portandola verso il settore dell’articolo da regalo. Camaiore ha assunto un profilo sicuramente più turistico negli ultimi 10-15 anni ma ovviamente tanti sono i problemi che persistono e che alla fine mi hanno fatto prendere questa decisione».
Quella di Cristiano è una realtà diversa rispetto a quella di altri commercianti, in quanto «il fondo è di nostra proprietà per fortuna, e proprio per questo vorremmo un locatore che abbia voglia imprenditoriale e che riesca a capire quali possano essere le prospettive future. È fondamentale conoscere il territorio e le persone».
La ricerca insomma è già cominciata, ma il problema non è solo trovare la persona giusta. Aprire una nuova attività continua a non essere semplice: «Spesso – conclude Cristiano – le politiche commerciali nazionali, regionali e anche a livello comunale non favoriscono lo sviluppo, ci sono poche agevolazioni. Sarebbe bello se il primo anno ci fossero degli aiuti. Questo potrebbe essere fatto, per esempio, da piazza Diaz verso Badia, dove si fatica moltissimo».
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