Il Tirreno

Versilia

“No” sale del commiato sotto il condominio. Raccolte 500 firme

di Giacomo Corsetti
“No” sale del commiato sotto il condominio. Raccolte 500 firme<br>

Misericordia: è importante per il nostro lavoro

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CAPEZZNO PIANORE. Circa cinquecento firme per dire “no” alla sala del commiato.

È il risultato dell’azione diprotesta che stanno portando avanti alcuni residenti e commercianti di Capezzano Pianore per scongiurare l’apertura di una stanza del commiato, da parte della Misericordia locale, all’interno di un fondo posto sulla via Sarzanese, di fronte al campetto sportivo della Parrocchia Nostra Signora del Sacro Cuore. L’associazione ha comprato un fondo «dove stanno attualmente facendo dei lavori - racconta Graziella Arcuri, una delle promotrici della raccolta firme -. Abbiamo chiesto cosa sarebbe stato realizzato nei fondi del nostro condominio, visto che avevano parlato, in un primo tempo, di uno spazio da destinare alla Protezione Civile, poi di un ufficio da utilizzare come centro prelievi finché è saltato fuori che ci verrà una sala del commiato».

Uno spazio in mezzo a fondi commerciali e sotto l’abitazione di una famiglia. «Abbiamo chiesto – prosegue Arcuri – un incontro con la Misericordia perché non eravamo d’accordo, non ci piace ad esempio che ci sia una ressa di gente sul marciapiede che piange e poi la signora che abita al piano di sopra dice che sarebbe limitata nelle sue attività. E anche i commercianti sostengono che i clienti non ci fermerebbero così volentieri. Siamo andati anche dal sindaco per comunicare la nostra contrarietà e pure il parroco si era impegnato per parlare con la Misericordia nella speranza di trovare un posto diverso».

Il fondo in questione, un tempo già occupato da un’impresa funebre, è stato acquistato circa «due anni fa – spiega il presidente della Misericordia di Capezzano Pianore, Vincenzo Palagi – per realizzarvi uno spazio polivalente. Poi ci siamo resi conto che la gente chiede stanze del commiato al posto dell’obitorio pubblico: l’anno scorso abbiamo perso quattro o cinque funerali perché non le avevamo. Abbiamo chiesto se fosse possibile farlo e dopo tanto tempo sono arrivati tutti i permessi. Stiamo facendo tutti i lavori che ci ha richiesto l’Asl».

La Misericordia «ha bisogno di spazi e ha bisogno di questo luogo perché se non riusciamo più a fare i funerali andiamo in difficoltà con il personale. Non si possono mettere a casa due o tre persone. Noi comunque abbiamo anche detto che se ci viene trovata un’altra sistemazione, lì non ce la facciamo la sala del commiato, lo abbiamo detto pure davanti al sindaco. Anche perché con i lavori che stiamo portando avanti un domani potrebbero venirci degli ambulatori o un magazzino. La nostra intenzione è quella di non metterci contro nessuno ma noi abbiamo bisogno di questo luogo». E la fine dei lavori quando è prevista? Non c’è ancora una data precisa, potrebbe essere «fra tre mesi come tra sei. Poi l’ultima parola spetterà sempre all’Asl che verrà a controllare che tutto vada bene».


 

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