Il Tirreno

Versilia

La testimonianza

Pian di Conca perde la gelateria: «Materie prime troppo care, non posso far pagare un cono 4 euro»

di Matteo Rossi
Pian di Conca perde la gelateria: «Materie prime troppo care, non posso far pagare un cono 4 euro»

Massarosa, grande dolore della titolare che ha gestito l’esercizio per dodici anni: «Tutto è diventato più caro»

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MASSAROSA. Un ultimo giro di chiave e un’altra bottega di paese chiude definitivamente. È la gelateria “Amore e Psiche” in Piano di Conca, i cui titolari, dopo dodici anni di lavoro, hanno deciso di porre fine alla loro attività. I motivi che concorrono a questa scelta sono gli stessi che stanno attanagliando tantissime piccole realtà locali: alcune resistono, altre hanno già chiuso. A farla da padrone sono gli anni della pandemia e l’aumento dei prezzi dell’ultimo periodo.

«Il Covid ci ha rovinato – racconta Michela Palazzolo, titolare della gelateria con il marito –. Ci sono stati momenti in cui potevamo fare solo l’asporto, ma la paura in giro era tanta e i guadagni non riuscivano a coprire le spese. Prima di quel periodo lavorava con noi anche mio fratello, ma ha dovuto cercarsi una nuova occupazione perché non riuscivamo a mantenere anche il suo stipendio». E dopo il covid è scoppiata la guerra in Ucraina con il conseguente innalzamento dei prezzi di energia e materie prime.

«Quando pensavamo di poter rialzare la testa – spiega – l’aumento dei costi ci ha dato una nuova batosta. Tutto è diventato più caro, dalle bollette della luce alle materie prime per fare il gelato. Addirittura anche l’alluvione che c’è stata in Emilia Romagna ha contribuito a far aumentare le spese. Proprio in quelle zone colpite dalla pioggia si trova una delle aziende italiane più importanti per la produzione di oggettistica funzionale alla nostra professione. E anche loro per ricoprire i danni subiti hanno dovuto fare degli aumenti».

Tutti questi motivi hanno portato Michela e suo marito decidere di chiudere l’attività. Una scelta molto sofferta. «Dodici anni fa – continua Michela – abbiamo deciso di prendere la gestione di questa gelateria, investendoci tempo ed energie. Dopo un primo momento di rodaggio siamo riusciti a farci conoscere e a diventare un punto di riferimento per gli abitanti di Piano di Conca e per quelli delle colline. Io non conoscevo questa frazione. Ho vissuto prima a Viareggio, poi a Camaiore, ora abito a Stiava. Ma devo dire che i piandiconchesi ci hanno riempito di amore e ci hanno supportati anche in questi anni più duri, capendo i nostri piccoli aumenti di prezzo. Ho visto bimbi crescere e adolescenti diventare ragazzi, adulti. Ma, nonostante tutto questo calore, non me la sentivo di continuare ad affrontare questa situazione economica. Anche perché sono consapevole che l’inflazione è un problema che sta colpendo moltissime famiglie e il gelato è uno sfizio di cui, in momenti difficili come questo, si può fare anche a meno. Per riuscire a coprire tutte le spese e avere un minimo di guadagno avrei dovuto far pagare un cono con tre gusti dai 3,50 ai 4 euro. Una cifra che in una frazione piccola come Piano di Conca non può essere sostenuta». All’annuncio della chiusura fatto da Michela sul proprio profilo social non hanno tardato i numerosi messaggi di sconforto dei suoi fedeli clienti. «In una piccola bottega di paese – conclude Michela – i clienti diventano una famiglia. Non smetterò mai di ringraziarli per l’affetto dimostrato».


 

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