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Premio Villa Bertelli, Enrico Vanzina: «A Forte l’estate è meravigliosa»

di Angelo Petri
Premio Villa Bertelli, Enrico Vanzina: «A Forte l’estate è meravigliosa»

Il regista ritira il Premio Villa Bertelli e racconta come è nato “Sapore di mare”

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FORTE DEI MARMI. Il regista e scrittore Enrico Vanzina ha ricevuto ieri sera dalle mani del vicesindaco di Forte dei Marmi, Andrea Mazzoni, il Premio Villa Bertelli 2023, per aver firmato assieme al fratello Carlo “Sapore di mare”, una pellicola che compie in questi giorni i suoi primi 40 anni ed è ormai consacrata alla storia della commedia italiana. Il cavallino bronzeo di Arturo Dazzi ha segnato così l’ennesimo incontro con lo scrittore romano che naturalmente ha ricordato la genesi del celebre film.

«È molto semplice e casuale – ha spiegato ai presenti Vanzina – come spesso capita nella vita, nell’amore, in tutto. Assieme a mio fratello avevamo fatto dei film giovanili che avevano avuto un grandissimo successo e ci siamo detti facciamo qualcosa di più sincero. Volevamo fare un film che si chiamasse “Sapore di sale” – ha proseguito lo scrittore romano – e i produttori non capivano bene cosa potesse essere. È partita molto in salita. Loro non lo volevano fare e “Sapore di sale” non si poteva usare perché un mio collega aveva depositato un anno prima un soggetto. Allora ho avuto l’idea di chiamarlo “Sapore di mare” che poi si è rivelato cinematograficamente titolo migliore. “Sapore di sale” avrebbe avuto il sapore da musicarello. Siamo partiti anche con tanti attori che non volevano farlo come Catherine Spaak, ad esempio, poi sostituta da Virna Lisi».

Vanzina ha poi spiegato perché la scelta del Forte. «Per ragioni di cinema dall’età di 9 anni fummo trasportati a Castiglioncello che era una colonia del cinema italiano. C’erano tutti. Io sono cresciuto lì con vacanze lunghe e la sera spessissimo con la vespa e la lambretta, in gruppo, venivano qua ad ascoltare Gino Paoli, Mina, Ornella Vanoni. Ci volevano due ore, ma era qualcosa di straordinario. In più tra i nostri amici c’era Dino Risi che aveva fatto quel finale de “Il sorpasso” a Calafuria, e poi un film “L’Ombrellone” a Riccione che mi diceva sempre: “Enrico ricordati che l’Italia è Forte dei Marmi”. Gli piacevano queste linee di ombrelloni, questo mare semplice, questo mix tra snob e popolare, anche se Forte dei Marmi sta perdendo ora soprattutto il lato popolare. Così abbiamo voluto fare qua il film, perché qui si scopre il senso di una vacanza e le tante piccole storie che rendevano l’estate un racconto meraviglioso...».
 

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