Gioco
Nell’inferno del sisma in Marocco, coppia versiliese fugge nel deserto: «Un boato e tutto ha iniziato a tremare»
La testimonianza dei due giovani in vacanza a Marrakech: «Stiamo bene ma siamo molto spaventati»
VIAREGGIO. «Stiamo bene. Fortunatamente. Ma ci siamo tanto spaventati. E qui intorno è il caos». Giulia ha 29 anni e con il compagno, Filippo, 36, quel viaggio in Marocco con una tappa nel cuore della Medina di Marrakech l’avevano programmato da tempo. La prima scossa di terremoto, quella che nel divenire del suo sciame ha ucciso oltre mille persone nella notte fra giovedì e venerdì scorsi, è qualcosa che mai dimenticheranno. «Saranno state le 23 locali: eravamo sul tetto del riad, una tipica casa marocchina, dove eravamo alloggiati quando abbiamo sentito il boato e tutto ha cominciato a tremare. Non so come siamo riusciti a scendere in strada: le persone correvano in ogni dove. C’era Il caos comprensibile e assoluto - le parole di Giulia, pietrasantina, mentre Filippo è livornese di nascita –: ci siamo fermati, insieme ad altre persone, dalle parti di questa rotonda in mezzo alla strada. E lì siamo rimasti a lungo: quello spazio aperto ci confortava, ci faceva sentire più sicuri. Nella Medina tutti i palazzi sono infatti appiccicati l’uno all’altro. Se qualcuno dava indicazioni? Veramente non abbiamo neppure visto poliziotti nei pressi a delimitare le zone. Non abbiamo assistito a crolli, ma intorno a noi c’erano cumuli di macerie. Anche il campanile della moschea presentava una grande crepa».
Con un barlume di coraggio e una buona dose di incoscienza, quando la situazione, almeno in apparenza è sembrata acquietarsi, Giulia e Filippo sono tornati nella casa-alloggio per recuperare zaini, documenti e denaro per poi correre di nuovo in strada.
«Dove abbiamo trascorso tutta la notte ovviamente con il cuore in gola. Stamani – ieri per chi legge, ndr – abbiamo provato a contattare la Farnesina e a prenotare il volo per il rientro. Impossibile. Tutto intasato, tutto bloccato. Allora, alla fine, abbiano deciso di proseguire il nostro tour, di allontanarci dalla città e andare verso il deserto, così come avevamo programmato. E dove la situazione è sicuramente più tranquilla e non pensiamo, così come ci è stato detto, possano esserci pericoli. Ma mentre ci trasferivamo, allontanandoci da Marrakech , ci siamo ancora di più resi conto dell’enormità di quanto avvenuto, dei disastri, dei crolli, del dolore. La situazione è molto seria. Visto quello che è successo intorno a noi, lo ripeto, possiamo definirci fortunati. Perché il terremoto è stato veramente forte, che sarà difficile dimenticare».
Nella prima serata di ieri Giulia e Filippo, sono finalmente riusciti a prenotare l’aereo per tornare a casa. I familiari non vedono l’ora di poterli abbracciare.
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