Il Tirreno

Versilia

Lo sfogo

L’estate più nera dei benzinai, il titolare di un impianto di Viareggio: «Gli affari crollano e ci chiamano ladri»

di Matteo Tuccini
L’estate più nera dei benzinai, il titolare di un impianto di Viareggio: «Gli affari crollano e ci chiamano ladri»

Lo sfogo di Alessandro Vietina, simbolo della categoria: «I cittadini devono sapere che il costo del carburante è composto da oltre il 50% di accise fisse»

30 agosto 2023
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VIAREGGIO. Danno e beffa per i benzinai: «Siamo l’ultima ruota del carro, insultati e umiliati. I clienti si fermano di meno, e quando lo fanno ci chiamano ladri e speculatori. Non ce lo meritiamo».

È un vero e proprio sfogo quello di Alessandro Vietina, titolare del distributore Q8 sul viale Buonarroti. A Viareggio tutti lo conoscono per le battaglie a favore della categoria, ma anche per il sinistro magico che disegnava arabeschi sul vecchio campo Benelli di Lido di Camaiore. Tanto che lo chiamavano Altobelli, per il nome in comune e la somiglianza con il popolare “Spillo” dell’Inter.

Le questioni calcistiche, però, passano in secondo piano di fronte all’estate forse peggiore della storia dei benzinai. I prezzi dei carburanti sono alle stelle: dopo un ulteriore aumento nel fine settimana del controesodo, ci si avvicina alla cifra ragguardevole dei 2 euro al litro per il self service.

«Con questi prezzi – ammette Vietina – sarà dura affrontare l’autunno-inverno. Ci tengo a precisare che sono tariffe imposte dalle compagnie, così come quelle previste per l’olio motore. Noi i prezzi li prendiamo direttamente dai portali della nostra azienda; magari in futuro succederà che saranno caricati automaticamente, visto e considerato che l’evoluzione tecnologica sta riguardando tutte le professioni. Magari spariremo tutti dai piazzali».

Di sicuro stare al pubblico è sempre più difficile. «Siamo esposti alla rabbia dei cittadini – prosegue Vietina – Ci insultano e ci definiscono speculatori, come se guadagnassimo fiumi di denaro sulla pelle degli altri. Ma non è assolutamente così. I cittadini devono sapere che il costo del carburante è composto da oltre il 50% di accise fisse; c’è l’Iva al 22 per cento che chiaramente è aumentata in base all’incremento dei prezzi, e c’è il costo industriale. Il margine del gestore si attesta su 4-5 centesimi lordi al litro, netti sono circa 3. Però quando la benzina e il gasolio rincarano la clientela diminuisce, com’è ovvio. Quest’anno il giro d’affari per tutti è crollato del 30 per cento».

I consumatori sono sempre più provati dai rincari: «Certamente, e hanno ragione – replica Vietina – Noi siamo dalla loro parte. Io ho l’impianto qui a Città giardino, ma come me tanti colleghi sono in luoghi strategici e fanno da termometro: da un punto di vista turistico abbiamo visto un calo evidente, che poi si ripercuote su tutte le attività commerciali. Noi compresi. Ecco perché dico che di questo passo faremo fatica a superare un autunno-inverno che si annuncia molto difficile dal punto di vista sociale ed economico».

Quali sono le possibili soluzioni? La più semplice è abbassare il prezzo del carburante. «Sì, e farlo da subito – dice Vietina – Bisogna intervenire a favore dei cittadini, lavorando sull’Iva o sulle accise. Basterebbe recuperare 20 centesimi al litro per ridare respiro alle persone, e magari stimolare l’economia. Il carburante è tutto: serve per andare a lavorare e per far girare l’economia. Sicuramente qualcosa bisogna fare, senza prendersela con i benzinai imponendo loro di pubblicizzare il prezzo medio regionale. Il Governo era convinto che sarebbe servito a calmierare le tariffe, ma l’obiettivo è fallito: è solo un obbligo in più che confonde i consumatori».


 

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