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Incidente mortale a Viareggio, l’appello delle famiglie di Leo ed Emma: «Parli chi ha assistito»
Il testo divulgato attraverso il legale a cui i genitori dei fidanzati si sono rivolti
VIAREGGIO. A poco più di un mese da quel tragico 4 luglio, un’altra data indelebile nel cuore segnato di questa città, le famiglie di Leonardo Brown, 22 anni, ed Emma Genovali, di 20, lanciano un appello accorato: chiedono un aiuto a capire, a ricostruire la dinamica dell’incidente di cui rimasero vittima i due giovani fidanzati. Due ragazzi molto conosciuti: entrambi di Viareggio, entrambi impegnati. Lui, molto attivo nel settore dello sport, si era diplomato brillantemente nell’indirizzo linguistico del liceo Carducci, si era anche impegnato in ambito politico; Emma, diplomata al liceo musicale Passaglia di Lucca, da sempre è molto attiva negli ambienti culturali.
In sella alla bici con pedalata assistita condotta da Leonardo, lui ed Emma all’incirca verso le 11,30 stavano andando al mare. Da via dei Pescatori si stavano dirigendo verso via Giorgetti, da dove avrebbero imboccato via Salvatori e il viale Europa per raggiungere la spiaggia. Invece su quell’incrocio maledetto, la loro bicicletta elettrica finì contro una moto che stava arrivando dalla direzione opposta.
Nella ricostruzione dell’incidente qualcosa, fin da subito è mancato. Per quale motivo la bici a pedalata assistita è potuta andare a scontrarsi con la moto? Forse aveva evitato un altro mezzo che le stava venendo incontro da via Giorgetti? È una delle ipotesi che fin da subito vennero avanzate.
Da quel terribile incidente entrambi i fidanzati riportarono danni gravissimi. Proprio a causa delle gravi conseguenze riportate, Leonardo non ce l’ha fatta: il suo cuore giovane e forte, da sportivo qual era, ha smesso di battere l’11 luglio, mentre era ricoverato nel reparto di rianimazione di Cisanello. Il suo ultimo atto d’amore verso il prossimo è stata la donazione degli organi; Emma si trova tuttora ricoverata.
Attraverso il loro legale – l’avvocato Gian Luca Santini di Lido di Camaiore – adesso le famiglie dei due giovani si fanno avanti, per chiedere a chi avesse assistito all’incidente, qualche elemento in più.
«Dopo un mese dal terribile incidente che ha coinvolto Leonardo ed Emma, le indagini stanno andando avanti, ma i dubbi e le domande che tutti ci facciamo sono ancora moltissimi»: inizia così l’appello che le due famiglie rivolgono all’intera città. I toni sono pacati, rispettosi.
«È importante che ancora oggi, se qualcuno si rendesse conto di poter avere qualcosa da dire a riguardo, lo faccia tramite i canali adeguati. Tutto può essere importante o addirittura determinante per chiarire modalità e responsabilità dell’accaduto. Leo, dopo aver lungamente lottato per la vita in ospedale, ci ha lasciati, e la sua perdita è un vuoto incolmabile nelle vite di tutti coloro che gli volevano bene. Emma è sempre in prognosi riservata a Cisanello, ma a piccoli passi ogni giorno sta lottando con tutte le forze per vincere questa battaglia».
«Noi delle famiglie – prosegue il testo diramato attraverso il legale – oltre a lottare con lei vogliamo fare il possibile perché le nostre domande abbiano le giuste risposte, perché ciò avvenga chiediamo a gran voce e con una mano sul cuore, l’aiuto di chi può darcelo. Grazie, e continuate a mandare pensieri positivi e preghiere».
Le famiglie di Emma e Leo sottolineano che chiunque volesse portare un proprio contributo alla ricostruzione dell’incidente si potrà rivolgere «alla polizia municipale di Viareggio o a qualsiasi presidio delle forze dell’ordine. Oppure potrà contattare i seguenti numeri di telefono: Valerio 393 9689995 e Massimo 339 2783697», conclude l’appello.
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