Gioco
Scoperto un antico telaio per segare il marmo a Pietrasanta. «Rischia di sparire, salviamolo»
Il geologo Sergio Mancini: «Non esistono strumenti del genere nella nostra zona»
PIETRASANTA. Quando gli operai della ditta demandata alla demolizione e alla messa in sicurezza dell’ex area Pierotti incrociano lo sguardo con quell’antico telaio utilizzato per la segagione del marmo, sul cantiere cala il silenzio, sospeso fra stupore e incanto. Il tutto in scia ad una tecnica ancorata a un vecchio macchinario celata, ma non cancellata dallo scorrere del tempo. Perché quello stesso macchinario, imprigionato in un angolo impolverato, ha un valore storico unico e straordinario nel suo genere.
Nonostante questo rischia di essere smantellato, nel proseguo delle opere di messa in sicurezza, venendo così meno, in modo definitivo, alla sua unicità.
«Va salvato, in qualche modo il telaio va salvato. E abbiamo pochi giorni per farlo» è l’appello del geologo Sergio Mancini. Pochi giorni si traducono in non più di dieci: una corsa contro il tempo per preservare un bene che appartiene alla memoria condivisa di una comunità, quella artigiana e non solo, che non può e non deve essere rimossa.
«Il telaio in questione, realizzato dall’allora Barsanti Macchine, risale agli anni Venti, diciamo nel periodo intercorso fra le due guerre. È stato a lungo utilizzato per la segagione del marmo ed è composto in tutte le sue parti di pezzi originali, inclusi i canapi di salita e discesa realizzati con le corde di attracco delle navi. A memoria, quanto meno nella nostra zona, non esistono telai del genere nella loro interezza: ricordo qualche pezzo di macchinario che si trova esposto in musei, ma un conto sono appunto le parti, un altro è il telaio intero. Pietrasanta – prosegue Mancini – ha una grande opportunità: quella di salvare il telaio da uno smantellamento che svilirebbe tutto il suo significato. Tutelandolo per poi trasportarlo in un ambiente idoneo, potrebbe essere esposto in spazi espositivi: il primo che mi viene in mente è il futuro museo Mitoraj. Sarebbe un testimonianza, a mio avviso, significativa di un mondo, il nostro, che non esiste più».
«Il laboratorio Pierotti – prosegue Mancini – ha una storia artistica e di archeologia industriale fra le più importanti di Pietrasanta: fu fondato nel 1922 e terminò l’attività negli anni ’90: si occupava di lavorazione del marmo nel settore dell’arte sacra. Si ricordano lavori soprattutto negli Stati Uniti nelle cattedrali di Newark e Washington e ancora, in altre località sempre importanti, per il palazzo reale di Addis Abeba.
Di quelle lavorazioni il telaio era uno dei passaggi principali. Oggi, ovviamente, la sua funzionalità è stata cancellato dalle tecnologie e dal progresso, ma è pur sempre un tesoro che noi tutti, in qualche modo, dobbiamo preservare e salvare. Senza perdere ulteriore tempo».
Anche perché come detto, la ditta incaricata, la Karpman con sede a Pietrasanta, deve eseguire un’ordinanza del Comune di messa in sicurezza di un’area già interessata da un crollo e nelle mani, non va dimenticato, di un curatore fallimentare. E deve appunto completare il tutto entro circa 10 giorni perché, come da premessa, la messa in sicurezza è una priorità.
«Salvare il telaio – è l’appello rilanciato anche da ditta e Consorzio Cosmave –è un nostro preciso dovere di cittadini. Non disperdiamo questo tesoro custode della nostra storia».
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