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Viareggio, il Fanatiko avvia la raccolta firme: «Vogliamo tornare a fare musica»

di Roy Lepore
Viareggio, il Fanatiko avvia la raccolta firme: «Vogliamo tornare a fare musica»

Il titolare Pierini ringrazia chi ha espresso sostegno e solidarietà al locale

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VIAREGGIO. Il Fanatiko ha avviato una raccolta firme per far ripartire la musica nel locale, stoppata dopo un provvedimento ricevuto venerdì scorso da parte del Comune. Provvedimento scattato in seguito a un esposto presentato per il volume, giudicato troppo alto, emanato dalla casse del Fanatiko, noto locale lungo la Passeggiata che da tempo ospita band per intrattenere la clientela con la musica dal vivo.
Il titolare Alessandro Pierini ha aperto nel locale una raccolta firme per far tornare la musica dal vivo e sono stati già in molti che hanno firmato questa petizione da presentare poi in Comune.
«Ieri sera – dice Pierini – abbiamo comunque fatto esibire un gruppo che avevamo già programmato da tempo, nostri tecnici hanno provveduto ad effettuare delle rilevazioni per verificare i decibel, se rientravano nella norma, oppure se sforavamo. Le misurazioni sono state effettuate in vari punti per verificare se dovevamo correggere qualcosa, infatti nel provvedimento c’è scritto che dovevamo interrompere la musica fino a quando non provvedevamo a sistemare l’impianto fonico che ci permetta di essere nella norma. Per fare questo dovevamo effettuare delle prove e solo facendo suonare un gruppo è stato possibile verificare la cosa. Oggi porteremo questi rilevamenti in Comune e speriamo che si possa trovare una soluzione a questa vicenda. Ringrazio tutti coloro che ci hanno manifestato vicinanza, non solo attraverso il web e con testimonianze personali, ma anche chi è venuto nel locale a firmare la petizione che andrà avanti, perché questo è il modo per dimostrare che a Viareggio la maggior parte della gente vuole la musica. Noi suoniamo dalle 22 a mezzanotte, ci sembra uno spazio che in estate sia tollerabile. Mi domando chi in questo periodo vada a letto prima di quell’ora. Mi auguro che una via d’incontro venga trovata, perché noi siamo un’azienda con 30 dipendenti che fa sacrifici ogni giorno ormai da un po’ di anni. Vogliamo proporre alla città un prodotto che possa far piacere ai residenti ed ai turisti». 
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